Guia lacrime Natale scuola materna

Natale Rap

19 dicembre 2012
C’era lei, lì, sulla sinistra, con i riccioli scarmigliati, quella maglietta rossa un po’ corta che lasciava intravedere una pancia di bambina ancora piccina, coperta solo da uno spicchio di canotta bianca a righe blu.
C’erano tutti i suoi compagni, le sue tre amiche più care e quelle più grandi, quelle che il prossimo anno andranno a scuola e che hanno il compito di aiutare i più piccoli.
C’erano le maestre, le cuoche, tutto il personale della scuola materna.
C’erano i genitori, i nonni, i fratelli e le sorelle, e dalle finestre di quella struttura così antica entrava il sole dell’inverno a Torino. Il sole delle 3 del pomeriggio, la luce gialla che sta per diventare arancione. Il cielo azzurro. Il profumo di freddo.
Ero pronta a commuovermi. Perché ho la lacrima facile, e perché era la sua prima vera recita di Natale, anche se poi in realtà non è stata una recita: è stata una performance (che insieme a installazione e vernissage è una parola che va molto di moda a Torino ultimamente). Tre canzoni cantate a squarciagola da 50 nanetti e poi pandoro, panettone, biscotti e succhi bio. Ok, sì, lo ammetto, gli unici tre succhi non bio li ho portati io, mamma degenere.
Tre canzoni, di cui una geniale, questa (immaginatevi tutti i bimbi con un cappello con la visiera in testa che ballano scalmanati su questa musica):

Ero pronta a commuovermi, aspettavo la lacrima, e invece nulla: probabilmente ero troppo impegnata a fare video e foto come una mamma pazza invasata. Una di quelle mamme che tre anni e tre mesi fa avrei preso sicuramente in giro.
E poi la lacrima è arrivata, poco prima di andare via. Si sa, le lacrime amano fare sorprese. Ero andata a salutare le maestre, e lì è arrivata quella commozione per cui mi ero tanto preparata. Chissà perché proprio in quel momento. Forse perché sono donne dolci, comprensive e intelligenti. Forse perché amano il loro lavoro, e pur con tutte le difficoltà della scuola pubblica, lo fanno con impegno, con orgoglio, e con l’amore che l’essere insegnante richiede.
Forse perché sono le persone alle quali ogni giorno affido il tesoro più grande che ho.

E lo so, lo so, forse fra qualche anno odierò andare alle recite (performance) di Natale. O forse no, forse continuerò ad andarci carica di foto e telecamere che nemmeno un paparazzo al Festival di Sanremo.
Non so come sarò domani.
Per ora mi godo una bambina sfinita dalla stanchezza e dall’emozione, che mi si è addormentata addosso. E mi godo quell’immagine, che ovviamente non sono riuscita a fotografare. Quell’istante in cui il sipario si è alzato, e lei mi ha vista. E ha avvicinato entrambe le manine alle guance, e ha sorriso con la bocca e con gli occhi. E poi si è girata verso la sua amica Viviana, e le ha detto “Guarda, c’è la mia mamma”. Quel momento preciso in cui mi ha toccato il cuore, da lontano eppure così da vicino, e mi ha fatta sentire ancora di più la sua mamma.

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25 Commenti

  • Rispondi verdeacqua 20 dicembre 2012 at 0:30

    ho appena scritto un post dedicato alla recita di Natale anch’io! Cmq per me non è stato questa emozione. Anzi e purtroppo. Lui è stato fantastico, ma del resto lo è sempre. E’ stata la situazione. Forse perchè noi non avevamo un palcoscenico … 🙂

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 20 dicembre 2012 at 0:34

      :))) Ho appena commentato il tuo post! No, da noi niente palcoscenico, solo un sipario improvvisato in palestra. Ma erano divisi per classi e non è stato tanto incasinato. E poi sono state solo tre canzoni cantate in modo allegro e sgangherato, com’è sgangherata la sua scuola…per le recite vere e proprie c’è tempo!

    • Rispondi verdeacqua 20 dicembre 2012 at 0:42

      bellissimo così! Beati voi! Noi abbiamo improvvisato a casa questa sera un siparietto con due asciugamani e tanto di applausi scroscianti alla fine… Molto meglio, molto molto meglio di questa mattina!!!!

  • Rispondi MammaInSE 20 dicembre 2012 at 0:33

    Dolce…nientaltro. E no, a dire la verita’ credo che non ci si stanchi msi di andare alle loro recite (performance pardon) e vederli tutti impegnati e concentrati. Ed ESSERCI sempre, per loro!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 20 dicembre 2012 at 0:36

      Sì, infatti sai cosa ho pensato? Che C’ERO. E che non avevo dovuto chiedere nessun permesso per esserci…Poi, certo, ci sarei stata lo stesso, anche se fossi stata ancora nell’ufficio di prima, ma sarebbe stato molto più difficile…(com’è stato difficile per il mio compagno!).

  • Rispondi La mia vita semplice 20 dicembre 2012 at 1:10

    il clima in cui si svolgono queste cose è fondamentale, se sono organizzate in modo caotico o forzato i bimbi si innervosiscono. La nostra recita è stata molto soft (una semplicissima rappresentazione del presepe senza filastrocche, frasi imparate a memoria o simili, ma solo piccoli gesti) e il divertimento dei bimbi era palese. Comunque anch’io non ne vado matta.

    Sulla commozione no comment… mentre riprendevo è bastato un primo piano sul mio ometto per sciogliermi.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 20 dicembre 2012 at 11:58

      :))) Sì, hai ragione, il clima è fondamentale: anche da noi erano tutti molto rilassati!

  • Rispondi Robin :D 20 dicembre 2012 at 10:09

    Da noi niente recite, solo una festa con tutti i bimbi al mattino, senza i genitori. Come verdeacqua non le amo molto, ma organizzate così come dici tu mi sembrano proprio perfette.
    Io mi commuovo sempre, anche quando torno a casa da yoga e lo vado a guardare che dorme!

  • Rispondi GAB 20 dicembre 2012 at 11:21

    io quelle mamme…come le prendevo in giro! scriverò un post sulla nostra recita natalizia…intanto ti anticipo che è stato un disastro, eheh! ero armata di macch.fotografica, ma alla fine ho passato il tempo ad asciugare le lacrime alla nana!!!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 20 dicembre 2012 at 11:59

      😀 Beh, capita! Anche io avevo paura che finisse in pianti disperati, anche perché hanno tutti saltato la nanna ieri…però è durata così poco che non c’è stato il tempo, menomale!

  • Rispondi mammapiky 20 dicembre 2012 at 14:41

    Arrivo qui dal blog di verde acqua, dopo aver letto il tuo commento. Beh messa come l’hai detta tu, e’ tutta un’altra cosa e di sicuro molto commuovente da vedere. Cestino il prox anno andrà alla materna e, in caso di recite in vista, proporrò questa soluzione……..piacere di conoscerti sono Mamma Piky!!!

  • Rispondi francesca r. 20 dicembre 2012 at 15:04

    anche io ancora non sono in età da recite, ma ho la lacrima talmente facile (tanto che è qui che mi solletica la guancia semplicemente per aver letto il tuo splendido post) che sono sicura che mi scioglierò come burro… 🙂

  • Rispondi monica 20 dicembre 2012 at 17:17

    Io sono appena tornata dagli Auguri della scuola materna di nr.3: una maestra ha letto il brano della nascita di Gesù mentre dei bimbi tra i più grandi lo rappresentavoano con le ombre cinesi; poi tutti insieme i bimbi hanno cantato tre canzoni. Io ho pianto da quando mi sono seduta a quando siamo usciti, i bimbi però mi sono sembrati molto sereni e tranquilli. C’è da dire che il tutto è stato fatto in chiesa e i posti davanti erano riservati ai genitori (o a chi per loro con 2 pass). Appena tornati è crollato addormentato!!! Un abbraccio e auguri di sereno Natale.

  • Rispondi Debora 21 dicembre 2012 at 0:41

    Ciao piacere di conoscerti, sono mamma di due gemelle . Molto bello il tuo blog. A presto. Debora

  • Rispondi Themoon 21 dicembre 2012 at 12:50

    Intanto ti rinnovo i complimenti per come scrivi, riesci a trasmettere emozioni, e ciò che racconti, diventa reale.
    Per il resto, anche io quest’anno ho affrontato l’emozione della prima recita, dove i bimbi, a squarcia gola, hanno cantato canzoni di Natale. Bellissimo il mio angioletto. Fantastico e fantastiche le maestre. Una scuola pubblica che fa i salti mortali e lo fa con amore. Proprio con lo stesso amore, con cui si custudisce un tesoro. Il ns tesoro più grande. Un bacio alla tua piccola damina.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 21 dicembre 2012 at 15:33

      Grazie mille!!! E’ proprio così: con tutti i salti mortali che deve fare chi lavora nella scuola pubblica, vedere l’impegno anche in queste occasioni è emozionante. Un abbraccio e tanti auguri a voi!!!

  • Rispondi Alice 24 dicembre 2012 at 17:36

    E’ inevitabile vero? E non credo si pianga solo per nostro figlio/a ma di fronte a quella spontaneità e tenerezza non si può resistere. Io mi asciugavo le lacrime di nascosto perché mi vergognavo un po’.
    Approfitto per farti tanti tanti auguri di buone feste, Vale.

  • Rispondi Indecisa 28 dicembre 2012 at 12:55

    Si dai però non sei mica l’unica con la lacrima facile…qui c’é gente che si commuove leggendoti…abbi pietà!
    Stò scherzando ovviamente..un grosso abbraccio e buone feste!
    Ciaooo

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