Erasmus Il cielo su Lisbona Lisbona passato

A Natale capita (di ritrovare oceani in burrasca)

28 dicembre 2012

Capita, durante le vacanze di Natale, di avere cinque minuti per cercare quell’oggetto che non  trovi da anni. Capita di andare a cercarlo ovunque, in qualsiasi armadio, in qualsiasi cassetto, e capita persino di aprire scatole che urlano*: così piene di ricordi da intimorirti quando ci guardi dentro. Quasi quasi vorresti richiuderle, ma il fascino del passato e delle emozioni è troppo forte. Capita, in una casa disordinata e confusionaria come la nostra, di NON trovare l’oggetto che stavi cercando, ma di trovare cose molto più interessanti.

Come un plico di fogli che ha come oggetto una storia ambientata nel lontanissimo 1998. Una storia che mi fa un effetto strano: leggo di Valentina di 22 anni in Erasmus a Lisbona, e mi ritrovo in bilico. In bilico fra la nostalgia per esperienze e momenti che ho vissuto io tanti anni fa e la tenerezza per una piccola donna da sola, in giro per una città meravigliosa. Una piccola donna che potrebbe essere Guia fra qualche anno.

Capita di passare un’intera serata a leggere, e di trovare una pagina che parla di cambiamenti, che proprio in questo periodo sento particolarmente mia.

“Ti sembra finalmente di capire che esistono altri posti oltre al Rock City e ai Murazzi e a Piazza Vittorio. Ti rendi conto che c’è gente che non sa dove sia Torino e cosa sia la Juventus. 

Ma soprattutto, ti rendi conto che c’è gente che non sa chi sei tu. 

Perché il grande problema è che se nasci e cresci nello stesso posto, dopo anni sei sempre tu, sei Valentina, e non puoi (e non vuoi) uscire dal tuo personaggio. Personaggio che ti costruisci un po’ tu ma soprattutto ti costruiscono gli altri intorno a mo’ di pupazzo di neve. Senza chiederti nulla, ovviamente. 
E questo personaggio, questa maschera, ha due valenze: da un lato è una gabbia che ti soffoca, dall’altra è un guscio protettivo. E’ vero, non riesci a dimostrare chi sei veramente, ma è anche vero che così puoi lasciarti vivere, puoi lasciarti scivolare addosso gli eventi e non avere l’onere e l’onore di mostrarti per come sei. Di far parlare la tua vera anima.

Essere Erasmus vuol dire partire per un posto con questa maschera sul viso, arrivare e rendersi conto che invece lì la gente vede proprio la tua faccia, i tuoi occhi, il tuo naso, la tua bocca, vede la tua pelle, sente le tue parole, e non filtra tutto con quella maschera, perché semplicemente non la vede. Non la conosce. 
E quindi tu devi avere la pazienza e l’umiltà di scoprirti e di conoscerti da capo, di spogliarti del personaggio che sei stata fino a quel momento e di presentarti così come sei, rimettendoti completamente in gioco. 
Non hai nemmeno i tuoi amici, che nel bene e nel male ti schermano e ti proteggono, sei completamente nuda. E’ come rinascere e avere la possibilità di partire da zero.

A Natale, tornando a Torino per le vacanze, la sensazione era sempre la stessa: io che salutavo tutti finalmente orgogliosa di essere me stessa, con i miei pregi e i miei difetti, e il mondo attorno, che sembrava vedermi ancora e solo con quella maschera addosso.

Dopo tre mesi di Erasmus ero tornata nella mia città e mi sentivo in un laghetto di campagna, quando tutto dentro di me era un oceano in burrasca.”

Capita, a Natale, di sorridere leggendo un racconto del 1998 perché ti rendi conto che, nonostante gli anni che passano, quell’oceano in burrasca ce l’hai ancora dentro, forte e vivo. 

*devo il copyright dell’espressione “cassetti che urlano” al mio amico F., lo ammetto, non è mia.


Ti potrebbe interessare anche

7 Commenti

  • Rispondi La mia vita semplice 28 dicembre 2012 at 20:41

    che bello aprire un cassetto urlante e trovarci i nostri pensieri di ragazzi… Aprire i miei sarebbe come aprire il vaso di Pandora!

  • Rispondi Loredana Gasparri 30 dicembre 2012 at 16:55

    Capita anche a me di aprire scatole chiuse e sentire arrivare l’urlo da lontano. E’ una sensazione di estraniamento, ma è bellissima! Anch’io ho provato sensazioni simili alle tue, al ritorno dall’Erasmus a Dublino.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 31 dicembre 2012 at 11:36

      Anche tu in Erasmus? Bello, vero? Sai che a Dublino non sono mai stata? Ma mi piacerebbe molto vederla. Auguri Loredana!

    • Rispondi Loredana Gasparri 31 dicembre 2012 at 16:46

      Ti piacerebbe molto. In certe zone è davvero magica, come tutta l’Irlanda.

  • Rispondi Starsdancer 31 dicembre 2012 at 15:30

    Capisco davvero….a me è capitato quando sono andata a vivere lontana da casa e ora dopo 6 anni e 2 figli mi sembra di essere davvero un’altra ma gli altri che sono rimasti si ostinano a vedere solo la maschera che vogliono vedere.

  • Lascia una Risposta