figli Guia mamme

Senza una fetta d’arancia non è spritz

30 novembre 2012
Devo confessare una cosa: da qualche mese le mie sere sono un po’ movimentate. E non come dieci anni fa. Ovviamente.
Faccio una premessa: Guia era una bambina perfetta. Soprattutto se parliamo di sonno. I primi quattro mesi sono stati una pacchia: ha dormito tantissimo. In realtà mai nella sua culla: principalmente in braccio a me, ma anche in braccio a E. e in mezzo a noi nel lettone. Mi ricordo persino che una volta l’abbiamo trovata con qualche goccia di salsa di soia sulla tutina perché avevo mangiato il sushi con lei in braccio.
Dopo aver letto mille libri tra cui il manuale del BrazeltonIl linguaggio segreto dei neonatiFate la nanna, e persino Fate i bravi! (0-3 anni) di Tata Lucia, eravamo giunti alla conclusione che si dovesse seguire l’isitnto e soprattutto quel “linguaggio segreto” con cui mamma e bambino parlano e si capiscono. E poi avevo fatto mia la prima frase che avevo sentito dire dall’ostetrica (santa donna): «I bambini non prendono abitudini né vizi nel primo anno di vita». Lei dormiva bene in braccio a noi, io non avevo problemi a tenerla attaccata a me, perché forzarla a stare da sola in un lettino?
Poi però c’è stato il momento di rottura: E. a gennaio 2010 è andato 10 giorni a Hong Kong e io mi sono ritrovata da sola notte e giorno con un esserino appiccicato che scoppiava in lacrime appena cercavo di metterla nel suo lettino. Farsi la doccia e cucinare erano diventate all’improvviso due attività impossibili. Non avendo scelta, ho deciso di mettere in atto un metodo tutto mio, che poi era un mix delle teorie dei mille libri di cui sopra, e in una settimana Guia si è trasformata in una bambina perfetta che amava addormentarsi da sola. Non per merito mio: a lei piaceva e piace dormire. Complice un santo sacco nanna degli anni ’70 super imbottito tipo piumino in cui io stessa avevo dormito da neonata, dopo qualche pianto e qualche rimostranza, ha semplicemente trovato un ambiente simile a quello delle braccia dei suoi genitori.
La pacchia è andata avanti per tanto tempo: dai 4 mesi ai 2 anni il rito è stato questo:
Ore 19.55 «Ciao, Guia, buonanotte!» con bambina lasciata nel suo lettino a fare versetti ai suoi peluche
Ore 19.56 fuga verso la sala e accensione tv per vedere il telegiornale
Ore 8.00 sveglia dopo una serata di chiacchiere fra quasimarito e quasimoglie e notte super riposante.

Ma si sa, la ruota gira. E quindi questa mia grandissima fortuna, che faticavo anche a raccontare per non sembrare la solita mamma che pensa di essere perfetta (e invece ha solo avuto, appunto, tantissima fortuna) e osserva con compassione le occhiaie delle altre dicendo «Sai, mia figlia si addormenta da sola e dorme imperterrita 12 ore a notte» (frase che mi innervosisce quasi quanto «Io mangio tutto quello che voglio ma non ingrasso», ma questa è un’altra storia), questa fortuna, dicevo, ha deciso improvvisamente, senza avvertire, senza nemmeno spiegarmi perché, di abbandonarmi. E al posto di quella bambina ricciolina che amava chiacchierare con i suoi pupazzi e che a volte, se mi fermavo un attimo di più in camera sua, mi diceva «Non vai via?» come dire «Mamma, ho da fare», mi ha fatto trovare in casa una ragazzina che alle 20, nonostante una giornata di corse e giochi alla materna, vorrebbe ancora ballare un po’, disegnare un po’, cantare un po’, mangiare un po’, giocare un po’. La bambina dell’ «ancora cinque minutiiiiii».

E quando faticosamente la convinco ad andare a nanna, ovviamente non funziona più quel «Ciao, Guia, buonanotte». No. Devo stare lì, al fondo del suo letto (che nel frattempo è diventato un letto da grandi, ad una piazza), a raccontarle una storia, poi a leggerle un libro, poi semplicemente a stare zitta. Basta che io non mi allontani da lei. Pena tragedie e urla che non le posso permettere perché nella nostra simpaticissima casa d’epoca mai ristrutturata i pavimenti sono di carta velina e se io sento quelli sotto parlare al telefono, non oso immaginare come si sentano i suoi pianti. Se in più ci mettete che quelli sotto si lamentano per ogni rumore, anche quando passiamo l’aspirapolvere alle 10 del mattino, potete immaginare la mia paura appena Guia storce il labbrino e fa partire un acuto.
Quindi da un po’ di mesi, esattamente da tre mesi, il rito è sempre lo stesso:
«Mamma, ho sete» (e, giuro, ogni volta mi verrebbe da rispondere «Vai dal prete», ma mi trattengo)
«Mamma, non ti ho dato un bacino»
«Mamma, non ti ho dato una caressa»
«Mamma, devo far addormentare le mie bambole»
«Mamma, io non sono stanca!»
«Mamma, io non ho sonno»
«Mamma, ho fame»
«Mamma, andiamo da Beatrice?»
«Mamma, domani vado alla scuola materna!»
«Mamma, ho sete», e si ricomincia, in loop, fino ad arrivare a un’ora, a volte un’ora e mezza di rito.
Senza contare che con un quasimarito sempre in giro per lavoro e che quando è qua ha orari impossibili, tutta questa piacevole sequenza la vivo io, da sola, al massimo scrivendogli – come sfogo – venti messaggi nel giro di cinque minuti per chiedergli quando torna – a che ora arriva – dov’è – cosa avrà mai da fare di così importante – perché non torna, arrivando a inserire in un sms tutte le mie teorie sulla conciliazione fra famiglia e lavoro con tutta la pesantezza di cui sono capace. Vi lascio immaginare quanto questi messaggi lo riempiano di gioia e quanto mi ami in quei momenti. Evito di scrivere qua come mi definisce.
Tornando all’addormentamento, ci sono stati giorni in cui mi sono innervosita tantissimo. Giorni in cui, urlando a bassa voce (lo sapete come si urla a bassa voce? me l’hanno insegnato mille anni fa al corso di teatro) l’ho minacciata di qualsiasi punizione se non avesse chiuso gli occhi all’istante (sì, sono sempre io, quella che dice che le punizioni non servono a nulla, e infatti lo penso davvero ma purtroppo ci sono momenti in cui quei fantastici libri che insegnano ad essere genitori sereni e concilianti li butterei dalla finestra giusto solo per sfogarmi), e ci sono state sere in cui sono uscita dalla sua camera con lei urlante, sfidando quelli sotto, per poi tornare dopo un minuto pentita delle urla, delle minacce di punizioni e di averla fatta piangere.
Ora mi sono resa conto che ci vuole più serenità. Per tutti: per lei, per me e per quel santo che, nel bel mezzo di una conference call con gli Stati Uniti si vede arrivare venti messaggi minatori e deliranti.
Quindi la metto a letto prima, cerco di ridere e scherzare di più, ma soprattutto…mi preparo uno spritz. Un semplicissimo spritz. Esiste pure quello già pronto: ci metto dentro una fetta d’arancia (senza fetta d’arancia non è spritz), ed è buonissimo.
Se non riesco a farla addormentare in fretta e di conseguenza ad andare a rilassarmi sul divano, mi rilasserò con lei. Quindi, in pratica, prendo l’aperitivo con lei.
Giuro, non è un’incitazione all’alcolismo, anzi. Un succo di pomodoro condito mi farebbe lo stesso effetto (credo). E’ il concetto di relax che conta.
E anche oggi, stesso rito: il bicchiere della Bacardi (ricordo di qualche serata di mille anni fa in cui mi ero divertita così tanto che ho dovuto per forza portare via un souvenir), la fetta d’arancia, i sorrisi, le tenerezze, e la pazienza.
Solo che stasera mi ha detto «Mamma, ho rotto la gamba alla bambolina», e allora mi sono avvicinata a lei per prendergliela e poi sono andata verso la lampada per aggiustarla, lasciando il bicchiere sul suo comodino, e ad un certo punto, mentre ero concentratissima nell’operazione di alta chirurgia, ho sentito dire «Mamma, ho sete», e sono così abituata che non ho nemmeno ascoltato, ma quando ho sentito GLU-GLU-GLU-GLU sono stata attraversata da un brivido di puro, tremendo, spaventosissimo terrore: mi sono girata immediatamente pensando già a cosa fare, chi chiamare, a cosa dire ai parenti che mi avrebbero telefonato nei giorni successivi dicendomi con tono di disapprovazione «Tua figlia si è ubriacata???», ma fortunatamente l’ho vista, lei, la ricciolona “ero-perfetta-e-invece-ora-sono-ribelle”, che mi guardava, sorridendo, con gli occhi sveglissimi e il suo bicchiere d’acqua in mano. E il mio, sul suo comodino, ancora pieno, intatto.
E così, come niente fosse, ha ricominciato. «Mamma, non ti ho dato un bacino».
E io mi sono seduta di nuovo al fondo del suo letto, ho bevuto un sorso di spritz e ho pensato che forse domani mi farò un succo di pomodoro. Poco condito.

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26 Commenti

  • Rispondi Gughi 30 novembre 2012 at 7:29

    funziona benissimo anche l’Havana e Coca…per il bambino/a voglio dire….

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 30 novembre 2012 at 9:27

      Ma no, Gughi! Nel mio immaginario sei il papà perfetto! O no? ps: e il margarita del messicano???

  • Rispondi Biancume 30 novembre 2012 at 9:47

    Noi ci addormentiamo tutte e tre nel letto tra ciucci, dudu, storie e ninna nanne. A volte ci riesco In fretta, altre no e a volte sbrocco allo spritz non avevo mai pensato

  • Rispondi norma jane 30 novembre 2012 at 10:37

    mio figlio a 14 mesi ancora non dorme tutta la notte, le rare volte che è successo io mi svegliavo e andavo a vedere se stava bene!
    per l’addormentamento non ne parliamo, ancora molto difficile e imprevedibile, ho provato anche estivill con ottimi risultati all’inizio, per poi tornare al punto di partenza dopo qualche mese.

    Di contro da quando non dormo posso mangiare quello che voglio che non ingrasso.
    E’ proprio una ruota che gira!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 30 novembre 2012 at 13:53

      Ecco, beh, dai, c’è il lato positivo in tutto! In effetti dormire poco accelera il metabolismo, a quanto pare…

  • Rispondi Francesca 30 novembre 2012 at 10:37

    Il mio duenne per ora è bravissimo ad addormentarsi. Ma nel bel mezzo della notte si sveglia urlando “MIA MAMMAAAA!” e se ci vado io non ne usciamo. Così ci va il marito (per la sua gioia). La cosa si ripresenta la mattina ore 6.45 nello stesso modo ma non vuole più addormentarsi… prima dormiva fino alle 8…
    CIAO!

  • Rispondi Alice 30 novembre 2012 at 11:16

    I miei figli da piccoli hanno imparato subito che si doveva dormire (almeno quando si poteva) e mi rendo conto di non essere stata la più tenera delle mamme a rispondere al primo timido – Mamma? – con un secco – Dormi! – Ma alla fine l’arte del dormire l’hanno imparata. Lo so, sono solo stata fortunata. Ma ci sono periodi e periodi, forse in questo momento sta assaporando il fatto che passi più tempo con lei e vorrebbe che non finisse mai (perché al meglio ci si abitua subito, eh) Però, scusa, se sei riuscita ad abituarla bene da piccola, adesso con qualche accorgimento in più, dovresti riuscire ad ottenere un buon compromesso. Non so, stabilire un tempo massimo. Che poi parlo io, che è una lotta ogni sera per mandarli a letto! Ma ho la scusa che sono adolescenti! 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 30 novembre 2012 at 13:54

      Cara Alice, ci proverò…ma ero così abituata bene che ora davvero non so da che parte iniziare! 🙂

  • Rispondi Mamma Che Paura! 30 novembre 2012 at 11:36

    Cookie è stato bravo fino a poche settimane fa, poi ha scoperto che il lettino con le sbarre è un parco giochi, dove arrampicarsi, ballare, ecc…. Insomma riesco a fatica a farlo dormire nel lettino! AIUTO!!!

  • Rispondi Carlotta G. 30 novembre 2012 at 13:01

    Guarda, sull’argomento credo potrei scrivere un libro pure io. Peccato che, sino a questo momento, non potrei affatto fornire “soluzioni miracolose”. Mio figlio ha quasi due anni e mezzo e sono pochi mesi che dorme diciamo in modo almeno accettabile. Fino a poco tempo fa noi abbiamo vissuto in un incubo, sia l’addormentamento che la notte erano tratti da un film dell’orrore. Maratone infinite senza alcuna certezza del risultato. Le abbiamo provate quasi tutte, le buone e le cattive, fatti salvi gli estremi che non mi appartengono per convinzione (cioè non l’ho mai lasciato chiuso in camera da solo tutta la notte a urlare come un dannato, ma i nostri vicini sicuramente hanno vissuto periodi impegnativi…). Anche ora la situazione è comunque poco stabile. Notti buone seguite poi da risvegli, pianti ed agitazioni inspiegabili. Quindi sono davvero propensa a credere che conti seriamente solo la fortuna!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 30 novembre 2012 at 13:56

      No ma infatti non esistono soluzioni miracolose. Un metodo perfetto per un bambino può non funzionare su un altro, ne sono straconvinta. A me è andata bene all’inizio ma, davvero, per puro caso. E tantissimo conta la fortuna (99%?).

  • Rispondi MammaInSE 30 novembre 2012 at 15:32

    Se e’ solo l’addormentamento to consiglio Spritz e ipad o iphone sdraiata in camera sus, se invece vuole lo stesso trattamento durante la notte AUGURI 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 30 novembre 2012 at 21:16

      No, durante la notte fortunatamente non si sveglia mai (ma non si sa mai: potrebbe cambiare da un momento all’altro!)…Sì, l’iphone è necessario!!!

  • Rispondi thesunmother 1 dicembre 2012 at 20:16

    Ecco, io potrei parlare per ore dell’argomento. Anche Jacopo ha smesso di dormire la notte all’improvviso: al compimento dei 4 mesi. Per pura fortuna (perchè tanto è solo di quello che si tratta) dopo qualche giorno di frignatine ha imparato ad addormentarsi da solo, ma si sveglia 3, 4, 6, 10, 17, 21 (!!) volte la notte. I motivi sono i più disparati: raffreddore, freddo, caldo, ansia da separazione, ambulanza che passa, mosca che vola.
    Dicono tutti che prima o poi dormirà. Aspetterò e proverò anche io con lo spritz 🙂

  • Rispondi francesca r. 2 dicembre 2012 at 2:02

    tutta la mia solidarietà. e invidia. perchè tu almeno i primi due anni di relax li hai avuti. tommaso non è mai, MAI, andato a dormire prima delle 10. alle 10 lo portiamo a letto, cercando di convincerlo che in realtà non vogliamo portarlo a letto ma solo a mettere il pigiamo più comodo e lavarsi i denti, senza assolutamente secondi fini, e a quel punto inizia tutta una trafila che richiede dai 30 ai 90 minuti, lettura di favole, storie, canzoni e un cambio di guardia (se lo porto a letto io, dopo 10 minuti vuole il babbo per finire di addormentarlo e viceversa).
    come se non bastasse, la notte si sveglia una o due volte e bisogna riaddormentarlo.
    se non fosse che quando dormiva con noi si metteva per traverso e io ero sempre dalla parte dei piedi, lo riporterei nel lettone…

    forse adotto anche io la tecnica dello spritz. o passo direttamente alla vodka. e se la bevesse anche lui, magari riusciamo a fare una notte di sonno tutta di fila… 😛

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 2 dicembre 2012 at 12:21

      :))) In effetti quando crescono il lettone diventa un campo di battaglia, fra calci, pugni e testate nel cuore della notte! E guarda caso li tira sempre a me, e non a suo padre! 🙂

  • Rispondi moonlightclaud 3 dicembre 2012 at 12:36

    Noemi è così… pazzesco.
    Ha sempre dormito, fin da piccola. Ho sempre fatto tutto d’istinto, ed è sempre andato tutto bene. Ora, a due anni, ha la testa dura che ho io a ventinove.
    Per ora l’addormentamento va a giorni, ma terrò buono il tuo consiglio per notti future.
    O per il secondogenito, che invece promette tempesta.
    Rilassarsi: parola d’ordine.

    Claudia

    • Rispondi moonlightclaud 3 dicembre 2012 at 12:38

      Rileggendo il commento, mi rendo conto che la punteggiatura ha completamente bloccato la leggerezza con cui l’avevo inteso!
      In ogni caso, la situazione dell’aperitivo è fantastica… rende proprio l’idea!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 3 dicembre 2012 at 14:35

      🙂 No no, si è capito perfettamente! Ciao Claudia!

  • Rispondi towritedown 3 dicembre 2012 at 13:29

    No guarda, Vale: stavo per fermarmi a metà lettura pensando “io a questa non le rivolgo più la parola”.

    Dodici ore e mezzo di sonno non si raccontano a nessuno, neanche al peggior nemico (è peggio, credimi, molto peggio del mangio e non ingrasso!).

    Poi sono andata avanti e ho finito con una risata sonora: il tuo sistema è geniale! Per i miei tempi però lo devo fare diventare un long drink da dopocena: il mio riesco a metterlo in posizione orizzontale solo dopo le dieci 😉

    Baci sparsi
    Grazia

    PS si accettano suggerimenti sul long drink !!!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 3 dicembre 2012 at 14:38

      Ahahah no no ti prego, non smettere di rivolgermi la parola…ora che ci siamo conosciute!!! Comunque sì, hai ragione, 12 ore non si raccontano nemmeno al peggior nemico…io non l’ho mai fatto anche per la paura di una qualche punizione divina tipo “se lo racconto, da domani smette di dormire”, e invece…la situazione è cambiata lo stesso! E’ una ruota che gira!
      ps: allo spritz alterno il vino rosso, però poi il problema è che mi addormento accanto a lei con la bolla al naso…

  • Rispondi Themoon 12 dicembre 2012 at 0:48

    Ciao, anche io, bimbo di due anni. I primi 8 mesi non ha MAI dormito, ne’ giorno, ne’ notte!! Poi, fortunatamente la ruota gira. Dorme nella stanza con me, nel suo letto, mai prima delle 22 ed avvolte ci vuole un bel po’ … All’aperitivo non ci avevo mai pensato, e’ davvero una buona idea, visto che, tanto ceniamo sempre dopo, prima e’ Mission Impossibol

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