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Ho un (non) problema

15 novembre 2012
Il mare a Torino

Ho un problema. Ma non è un vero problema, fortunatamente.

E’ solo che sto cambiando. Alla velocità della luce. E mi fa impressione. E, nonostante ogni attimo di questa mia nuova vita mi piaccia tanto, la sensazione è un po’ strana.
Perché mi ritrovo ad apprezzare cose che mi avevano sempre lasciata indifferente, se non infastidita.
Mi ritrovo ad amare situazioni che una volta lasciavo volentieri a quelle mamme che si annoiano a casa. Perché non mi annoio. Prima di tutto perché ancora lavoro, seppure in modo diverso. E poi perché è come se avessi tutti i recettori aperti, come se fossi mille volte più sensibile di una volta. Come se fossi il rullino di una macchina fotografica che è stata aperta e lasciata al sole.
Tutto mi rimane appiccicato. Immagini, profumi, sensazioni, suoni. Trattengo tutto, e poi devo trattenere me stessa per non sovraccaricare questo blog di post lunghissimi (e noiosissimi). O forse semplicemente mi trattengo perché è giusto che alcune esperienze, alcuni momenti, rimangano dentro di me. Un giorno, forse, spero, li metterò tutti da qualche parte.
Mi sento come quando, a 22 anni, vivevo a Lisbona. 12 mesi di erasmus, 365 giorni esatti di meraviglia: ogni attimo era una novità, ogni posto era una scoperta. E di quel periodo ho poche foto ma milioni di immagini nella mia testa. Che non vanno via.
E mi sconvolge anche scoprire che certe cose non mi mancano. Mi mancano le persone, quelle sì. Ma alcune cose, alcune situazioni, i momenti di stress che io definivo “positivo” ma forse così positivo non era, non mi mancano per niente. E ora capita che certe cose mi innervosiscano, proprio come succedeva in ufficio, ma, senza deciderlo, mi ritrovo a reagire con serenità, lasciando perdere. Ecco, lascio perdere. Mi faccio scivolare addosso le cose. E non è per forza una cosa positiva, anzi, potrei anche aver lasciato passare offese o momenti contro i quali avrei dovuto invece combattere. Ma mi succede. E mi fa stare benissimo.
E oggi guidavo e pensavo “Ma sono proprio io?”. Perché io, prima, non ero (solo) quella persona tenera innamorata del compagno e della figlia, capace di post e letterine mielose. Ero anche una grandissima scassaminchia, nella vita e sul lavoro. Ero un’attaccabrighe, polemica e noiosa. A volte anche arrogante. E pensavo che il mondo fosse da aggredire, ed ero convinta che si dovesse qualche volta attaccare per primi. Sempre, se attaccati. Come diceva mille anni fa un mio adoratissimo capo: vado di là a dare qualche schiaffo ai colleghi. E mi faceva morire dal ridere, ma era così: ogni tanto bisognava alzare i toni per far capire chi era (quello che si riteneva) il più forte.
Attenzione, non è che mi sia sparita la vena polemica. Se si parla di argomenti che mi stanno a cuore sono capace di andare avanti fino alle 5 del mattino, fino ad ottenere l’ultima parola (per sfinimento dell’avversario). Ma solo per ciò che ritengo fondamentale. Tutto il resto mi scivola addosso.
Mi ritrovo a salutare gli artisti di strada di una via vicino a casa, e a sentirmi, per la prima volta dopo 4 anni di vita qua, nel MIO quartiere. Mi fermo a fare due chiacchiere con la lattaia che avrà – credo – 165 anni, e vorrei correre a casa, prendere carta e penna, e farle un’intervista lunga 10 ore. E portarla a cena da noi. Mi aggiro per casa pensando a cosa cucinerò per Guia e E. stasera, e sono FELICE di farlo.
E, ripeto, mi fa un po’ paura. Perché non ho mai creduto ai cambiamenti radicali, e da quando ho visto La moglie del soldato, ho fatto mia la favola della Rana e dello Scorpione, e mi risulta difficilissimo pensare di non essere più quella che alla fine dice “E’ la mia natura”.
Mi fa un po’ paura perché mi viene da chiedermi “Quanto durerà? Per quanto tempo sarò felice di essere cambiata? Per quanto tempo sarò tranquilla nel vedere gli altri che fanno le carriere scintillanti che io ho deciso di abbandonare? Per quanto tempo mi renderà felice avere il tempo di stare a casa con Guia a dipingere il mare a Torino?”. E poi, però, appena me lo chiedo, mi dico “Non pensarci ora. Potrebbe durare per sempre”. E sono tranquilla. Quindi felice.

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32 Commenti

  • Rispondi verdeacqua 15 novembre 2012 at 15:27

    viva i problemi come questo! stay hungry, stay foolish non vale mica solo in ufficio, anzi!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 novembre 2012 at 19:05

      🙂 Mi sono comprata pure la maglietta con su scritto “Stay hungry, stay foolish”…

  • Rispondi Alice 15 novembre 2012 at 15:53

    Allora devo assolutamente stare a casa anch’io, visto che mi riconosco nella descrizione “attaccabrighe, polemica e noiosa”, forse farebbe bene anche a me 😉 Ma, a pensarci bene, riuscire a farsi scivolare le cose è una grande cosa ma non è un cambiamento. Sei solo riuscita a smussare qualche angolo, perché anche a me è rimasta impressa la favola della Rana e dello Scorpione: è la nostra natura!
    P.S. Tranquilla…rompipalle forever! 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 novembre 2012 at 19:05

      Ah, anche tu, Alice??? Ecco, allora puoi capirmi!!! Sì, forse ho solo smussato gli angoli…

  • Rispondi Robin :D 15 novembre 2012 at 16:05

    Forse stai solo vedendo un’altra parte di te 🙂

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 novembre 2012 at 19:06

      Sì, in effetti forse sto solo osservando quello che prima non potevo/volevo vedere di me!

  • Rispondi Marina - La mia vita semplice 15 novembre 2012 at 16:16

    forse è un senso di appagamento che difficilmente si prova in un ambiente aziendale, a prescindere dalla soddisfazione che si può provare nel fare il lavoro che piace… te lo scrivo mentre sto lavorando al p.c. in cucina tra acquerelli, pennarelli e bimbo a casa dall’asilo con la bronchite 😉

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 novembre 2012 at 19:07

      :))) fra l’altro tutte cose che mettono in serio pericolo il pc! anche a me è successo la scorsa settimana (con i colori per le dita…immagina la casa dopo).

  • Rispondi Biancume 15 novembre 2012 at 16:20

    a me questa rivelazione si è palesata da quando sono in Francia, è come se qualcuno avesse alzato al massimo la mia manovella della sensibilità, riesco ad apprezzare cose che prima neanche notavo, mi piace assoperare ogni istante di questa incredibile opportunità che mi sta dando l’espatrio,mi lascio guidare dalla curiosità e dalla voglia di viverla tutta. Ciò non toglie che ancora mi manca qualcosa, spesso mi manca lavorare anche se non il mio lavoro,forse la chiave giusta è quella di cui parli ovvero trovare un altro modo di lavorare che mi permetta di chiudere il cerchio aperto dal cambiamento

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 novembre 2012 at 19:09

      Tu Bianca hai in effetti un’opportunità bellissima: capisco quello che provi perché in un momento diverso (14 anni fa…) ho vissuto l’espatrio anche io. Comunque hai ragione: sarebbe bello avere un lavoro, ma poterlo gestire a seconda dei tempi e delle esigenze di mamma, e di mamma expat!

  • Rispondi GAB 15 novembre 2012 at 17:46

    ecco, secondo me non ci pensare…perchè potresti continuare con i tuoi cambiamenti e continuare a meravigliarti, a essere felice di altre cose…e poi la vita non è mai monotona se la sai guardare con gli occhi giusti, indipendente da quella che è la tua carriera, il tuo lavoro, il tuo hobby, il tuo passatempo. Quindi anche quelle giornate che ti sembreranno uguali, uguali non lo saranno affatto…e andrai avanti godendo anche dei cambiamenti di guia, in continua evoluzione.
    Io amo abitare il mio quartiere, quando lavoro da casa, uscire e salutare il salumiere, il fruttivendolo, l’elettrauto, la portinaia del palazzo accanto, il radiatorista (non sapevo nemmeno l’esistenza del radiatorista)…queste cose mi fanno sentire a casa, mi fanno sentire serena.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 novembre 2012 at 19:12

      …sai che non sapevo nemmeno io che esistesse il radiatorista??? comunque sì, queste cose regalano tanta serenità! 🙂 Ed è verissimo, l’importante è guardare la vita con gli occhi giusti. Ciao Gab!

  • Rispondi MammaInSE 15 novembre 2012 at 21:33

    Hai ragione, potrebbe durare per sempre. O forse no ed allora si cambiera’ ancora, e chissa fra die i anni ci ritroveremo su un aereo destinazione hong kong per un’importantissa riunione di lavoro..oppure al parco con il terzo figlio! Chi lo sa, io intanto mi diverto a leggere questa vita che mi fa le giravolte da sorto i piedi

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 16 novembre 2012 at 8:39

      Davvero…chi lo sa! (Ecco, fra l’altro i viaggi lunghi in aereo da sola mi mancano tantissimo!!!)

  • Rispondi Cento per cento Mamma 15 novembre 2012 at 23:56

    Quel senso di sentirsi a casa girando per il quartiere, quella gioia nel fare cose per gli altri è la stessa sensazione che ho io in questo momento. Durerà o passerà? Non lo so, e al momento chissenefrega, recepiamo tutto, attacchiamoci tutto addosso. E domani si vedrà!

  • Rispondi Laura 16 novembre 2012 at 0:06

    Non ti stancherai vedrai, sai che mi piacerebbe un sacco avere il tuo stesso non problema? Io di stress non ne posso più ho la sensazione di rovinar un momento del mia vita e di quella di mia figlia e purtroppo non ho gli elementi per fare niente al riguardo! Ciao

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 16 novembre 2012 at 8:42

      Cara Laura, ti mando un abbraccio. E comunque no, non stai rovinando un momento delle vostre vite: è naturale avere momenti di stress. E i bimbi capiscono, e capiscono noi e i nostri momenti difficili più di chiunque altro!

  • Rispondi Francesca 16 novembre 2012 at 0:51

    E’ bello seguiti in questo tuo nuovo percorso verso una nuova Valentina. E’ bello scoprire che si può essere davvero felici anche in un modo nuovo e inaspettato, impensabile fino a qualche anno prima. E’ rassicurante poter ancora gioire per le piccole cose, che non e’ mica scontato….
    Un abbraccio!

  • Rispondi moonlightclaud 16 novembre 2012 at 10:43

    Me lo chiedo spesso anch’io (non che avessi una brillante carriera davanti, ma vivevo a Milano con uno stipendio sicuro e un posto di lavoro che mi piaceva, e ho lasciato tutto per seguire l’amore in Sicilia, e diventare, con mia enorme sorpresa, una Mamma prima ancora di esserlo). Scoprire di amare fare la mamma, trovarla una vocazione, il mio senso della vita, è stato per me sconvolgente. Scoprire che in fondo mi piace non lavorare, mi piace esserci per i miei figli 24 ore al giorno, scoprire che a volte passo i pomeriggi solo a guardarli (in una tipica posizione di persona annoiata, e invece io sono in AMMIRAZIONE, nemmeno osservazione). E’ dura, certi giorni mi pongo quel dubbio, e allora con fretta e decisione lo ricaccio giù, nelle viscere del mio stomaco, e mi dico, c’è tempo, c’è ancora tempo per cambiare tutto.
    Sei da ammirare, credimi. Leggo ogni tuo post con un senso di comprensione che mai speravo di poter trovare. Siamo così diverse eppure quello che scrivi mi fa sentire del tutto simile a te… e molto, molto meno sola.
    Claudia

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 16 novembre 2012 at 14:08

      Ciao Claudia! Sai qual è per me il problema? Che a volte penso, come hai scritto tu, “mi piace non lavorare”, e poi però mi censuro da sola, e non lo dico a nessuno, perché c’è sempre chi è pronto a dirti che non è possibile che una donna non voglia lavorare. E ti guardano come una che NON HA VOGLIA di fare nulla. E invece è diverso. Stare con i figli, anche solo stare ad osservarli, come dici tu, è fondamentale. Ed è un lavoro, bellissimo.
      Un abbraccio!

    • Rispondi Anonymous 3 dicembre 2012 at 12:27

      Scusa la risposta un po’ in ritardo!
      Io ho voglia di fare mille cose, tra cui in un futuro metto anche riprendere l’università e decidere un lavoro per me, ma ora mi faccio i miei conti e il “non lavorare” (anch’io lo dico a bassa voce che mi piace non lavorare, perchè comunque faccio fatica a volte a riconoscermi in questa me stessa) è la cosa migliore che potesse capitare ai miei figli, e a me, che da loro imparo.
      So che molti guardano un po’ di traverso questa mia scelta, è un po’ come quando non hai figli che ti chiedono incessantemente quando ne farai, è così: non lavori e si aspettano che tu DEBBA cercare un lavoro. Ma poi… e qui purtroppo ogni tanto cadono anche i nostri compagni, non è che io non faccia niente… stare a casa con due bimbi è piacevole, ma è un lavoro dalla A alla Z, altrimenti non penso che pagheremmo delle maestre per lasciarci i nostri bimbi!
      Il fatto è che, almeno così lo sento io sulla mia pelle, noi donne non riusciamo mai a compiacere l’idea che gli ALTRI hanno di noi. Se sei “solo” mamma, non va bene; se sei “solo” donna in carriera, non va bene; se lavori a tempo pieno con dei figli, non va bene; se al contrario non lavori non va bene. Insomma, alla fine ho smesso di cercare di compiacere gli altri, e nelle mie possibilità, faccio quello che mi pare.
      C’è tempo poi per cambiare e fare tutto il resto!
      Un abbraccio!

  • Rispondi Carlotta G. 16 novembre 2012 at 14:43

    Capisco, ma quanto capisco! Non credo debba necessariamente essere una “fase solo temporanea”, penso che molto potrà dipendere da come si svilupperà questa tua nuova vita 🙂

  • Rispondi Mamma Cattiva 18 novembre 2012 at 20:47

    Durerà per sempre.

  • Rispondi Starsdancer 19 novembre 2012 at 11:47

    Condivido e capisco esattamente il tuo stato d’animo, anch’io mi sento spesso così e so che durerà per sempre (o almeno lo spero)
    Passa da me c’è un premio per te 😉

  • Rispondi Loredana Gasparri 19 novembre 2012 at 15:58

    Quale sarebbe la nostra natura, in fondo? La natura di un essere umano è così complessa e ampia, da non riuscire ad esplorarla nemmeno in una vita. Quello che stai passando fa anche parte della tua natura, ma è un aspetto che è emerso adesso, sotto le altre spoglie che conoscevi meglio. Prosegui, il viaggio si fa interessante…

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 20 novembre 2012 at 0:52

      In effetti è vero: forse la natura che pensiamo di aver conosciuto fino ad oggi non era nemmeno la “vera” natura…

    • Rispondi Loredana Gasparri 21 novembre 2012 at 17:32

      …oppure solo una parte, quella che in quel momento era stimolata a uscire fuori. 🙂

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