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Barattoli di vetro

12 novembre 2012

Guia e Torino

Ci sono momenti nella vita che vorresti mettere in un barattolo di vetro e poi tenerli lì, davanti a te, per sempre. Ci sono quei ricordi che non vuoi e non puoi dimenticare, quella prima giornata passata con lui, quel caffè il primo giorno di lavoro, quella frase del tuo capo “sei stata bravissima”.

E poi diventi mamma. E nonostante la stanchezza i momenti si moltiplicano, e ti sembra che la tua vita sia costellata di piccoli attimi di magia, di immagini da fotografare con gli occhi, di sensazioni che ti trapassano il cuore e lo cambiano per sempre. Passi il tempo con tuo figlio, ed è proprio lui, o lei, è la persona che hai immaginato e sognato, e ora ce l’hai lì, con te, e ogni attimo sarebbe da incorniciare.
Di tutta la bellezza del tempo passato con mia figlia, gli istanti che vorrei mettere in un album di foto immaginario sono le sue espressioni. I suoi occhi, il suo sorriso, le sue sopracciglia.
Perché ci sono espressioni dei bambini che ti scuotono il cuore.
Quando si sorprendono. Quando i loro occhi ancora inesperti vedono il mondo, quello che magari tu non noti nemmeno più, ma che attraverso e per loro, scopri di nuovo. Quegli occhi che si fanno rotondi, e la meraviglia pura, quella che non ha paura di apparire, la meraviglia dell’istinto.
Quando si impegnano in qualcosa: quando la bicicletta si rompe, e loro sono convinti che la aggiusteranno, e stanno accucciati accanto a lei, e armeggiano con la catena e i loro occhi sono concentratissimi, le sopracciglia corrucciate e i denti mordono le labbra perché ce la devono fare, devono risolvere il problema. Anche se poi glielo risolverai tu.
Quell’istinto da esploratore, e quel dover andare a fondo nel problema, il dover scoprire cosa c’è, perché, quando. Io a 5-6 anni ho passato un pomeriggio a temperare i pastelli a cera: volevo scoprire di cosa erano fatti. Dopo aver distrutto tutto e creato decine di cumuli di cera, ho capito: cera.
Quando sono felici all’improvviso, troppo felici per parlare, e allora i loro occhi ridono, e le sopracciglia sono come quelle dei personaggi dei cartoni animati, all’insù, e la bocca è chiusa, serrata nella timidezza dell’emozione. 
A Guia capitava quando andavo a prenderla al nido, quelle poche volte: mi vedeva ed era felice ma non voleva o non poteva farmelo capire, e allora sorrideva con gli occhi, le mani nelle tasche della giacca, il sorriso emozionato, e io che mi emozionavo centomila volte più di lei.

I’m a little little girl in a big big world
Quando dormono. Quando dopo mille capricci finalmente si addormentano, e il loro corpo diventa pesantissimo, i loro muscoli rilassati, e gli occhi, chiusi, sono gli occhi degli angeli. Due spicchi di luna con gli angoli verso l’alto, le ciglia che sembrano lunghissime, e la bocca, che se la guardi bene sembra sorridere.
Quando la abbraccio, prima di lasciarla andare a giocare con gli amici della materna, e le chiedo “Come siamo noi?”, e lei sorride e mi risponde facendo il gesto nostro, quel gesto che abbiamo creato insieme e che è solo nostro, e che mi commuove ogni volta.

E lo so che questo è un post che gronda miele da tutte le parti, e io che ho avuto il diabete gestazionale dovrei fuggire via, lontanissima dal miele. Ma è mia figlia, e la amo, e si sa, gli innamorati sono sempre un po’ ridicoli.


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20 Commenti

  • Rispondi Robin :D 12 novembre 2012 at 15:28

    Non sei per niente ridicola.
    Ride degli innamorati chi non lo è mai stato.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 13 novembre 2012 at 11:15

      🙂 Vecchioni dice “Solo chi non ha mai scritto lettere d’amore fa veramente ridere”…

  • Rispondi Martha 12 novembre 2012 at 16:10

    Quanto mi piace questo dolcissimo miele!!
    🙂

    Martha

  • Rispondi Laura 12 novembre 2012 at 16:42

    Stupenda, vera e emozionante.

  • Rispondi francesca r. 12 novembre 2012 at 17:37

    🙂 bellissimo. e chi è innamorato ti capisce benissimo.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 13 novembre 2012 at 11:19

      🙂 Sai Francesca che è pazzesco, perché prima di diventare mamma non avrei mai pensato di poter usare il termine “innamorato” nei confronti di un figlio. E invece è proprio così!

  • Rispondi Laura 12 novembre 2012 at 19:36

    Una bellissima dichiarazione d’amore, stai tranquilla anch’io sono innamorata e a volte il miele ( che non mi piace nemmeno!) me lo trovo da tutte le parti senza nemmeno accorgermene !

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 13 novembre 2012 at 11:17

      🙂 Vero? A volte ci si trova super melensi e viene anche voglia di darsi un contegno!

  • Rispondi Mamma Che Paura! 12 novembre 2012 at 19:36

    sei ridicola quanto me per il mio Cookie, e non me ne vergogno affatto. Tutti dovrebbero essere innamorati così. Sarebbe tutto molto più bello, illuminato, creativo, possibilista. Perché gli innamorati saranno anche ridicoli, ma possono tutto.

  • Rispondi Davide Faiella 12 novembre 2012 at 21:47

    mi mancavano proprio i tuoi post, ti seguo sempre ed ultimamente ti avevo un pò “persa di vista” nella forma, in quel tuo modo di buttar giu righe che mi ha obbligato a seguirti e a sperare di trovare ogni giorno che apro il pc un nuovo scritto.
    Ritrovata, mi emozioni allo stesso modo ma ogni volta con un’intensità diversa e “nuova”.
    buona serata

  • Rispondi verdeacqua 13 novembre 2012 at 11:16

    come sempre poesia…

  • Rispondi franci mammacanta 13 novembre 2012 at 14:14

    ogni tanto ci penso a com’era il mio cucciolo fino a due anni fa, era proprio un angioletto. adesso che i suoi ormoni danno i numeri, avremmo proprio bisogno di un po’di quel miele

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 14 novembre 2012 at 0:47

      Franci, grazie per questo tuo commento: mi hai fatto pensare che devo proprio godermelo questo miele…soprattutto per quando ce ne sarà molto meno. Ciao! 🙂

  • Rispondi towritedown 14 novembre 2012 at 12:08

    Oh, miele o non miele, ma che bello è potere dire e scrivere quello che si sente veramente?
    Brava Vale!

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 15 novembre 2012 at 2:04

      Ma sì, infatti! Il blog è mio, e ci metto tutto il miele che voglio io! 🙂 Ciao cara Grazia, un abbraccio!

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