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Tu, io e la tua vita di corsa con i tuoi amici

4 ottobre 2012

Tu ed io. Ed è bizzarro, perché per tutta la vita mi sono immaginata mamma di maschio. Io e lui, in giro per il mondo: io mamma giovane-simpatica-easy (quale donna, PRIMA, non si immagina così?), lui un bambino ovviamente intelligente-bellissimo-fantastico, con un caschettino liscio castano e un’infinità di lentiggini. 

E invece.
Invece sei arrivata tu, e quando in quell’ospedale francese che sembrava una clinica da film di fantascienza, in quell’ospedale in cui abbiamo avuto una grandissima paura di perderti, quando lì il medico guardando lo schermo ha detto “oui, c’est una ragazzina“, a me, a noi è sembrato di aver sempre desiderato una bimba. E siamo tornati a casa quel pomeriggio sfiniti ma felici perché era tutto a posto, tu eri già Guia, e probabilmente avevi voluto semplicemente dirci “comunque io sono qua dentro”.

Tu ed io, ed è un attimo guardarmi indietro, riguardare le fotografie che un giorno finalmente faremo stampare (se va così, probabilmente quando sarai al liceo), e dire “siamo già qua”. Siamo già alla scuola materna, ai grembiulini, alle nuove maestre, persino ai banchi e alle seggioline in formica verde sbiadito che fanno tanto scuola e poco nido.

Tu che hai quell’espressione così stupita e felice quando entri e vedi la maestra già pronta a farvi dipingere, e ti allontani da me dandomi un ultimo sguardo, sorridendomi con gli occhi e con quella fossetta che (unico dettaglio fisico) hai rubato a me e ti siedi, tranquilla come mai a casa, e osservi tutti, avida di esperienze. E di colori.
Io, che entro in quella scuola comunale un po’ sgangherata e mi sento a casa. Tranquilla. Perché anche qua, come al nido, non c’è quella perfezione sintetica e asettica che mi fa paura e che non abbiamo mai avuto fra le nostre mura. Qua da un momento all’altro ti aspetti di vedere Pippi Calzelunghe e il signor Wilson che spuntano ballando. Qua ci sono tante formiche e anche – me l’hanno detto oggi – qualche pidocchio. Ma c’è cuore, e c’è anima. E si sente.
Tu ed io, e il mio rompere le scatole a tuo padre e al mondo per la suddivisione dei ruoli, perché anche i papà partecipino a questi passaggi, e poi il rendermi conto che sono felicissima così, questo inserimento me lo godo tutto io, ci sguazzo, e lo metto in un angolo del mio cuore dal quale non uscirà mai. E quando ti osservo da dietro la porta della classe mi sento come una bambina che ha appena scoperto una scatola enorme di biscotti e se li sta mangiando tutti, di nascosto, uno dopo l’altro, con l’aria furba e soddisfatta di chi quel bottino se lo stringe al petto e non lo dividerà con nessuno. La parità questa volta può aspettare.
Tu, e il tuo dire ogni sera “Domani ho la vita di corsa con i miei amici”, e ancora non abbiamo capito esattamente cosa tu intenda, ma probabilmente è l’atmosfera della materna, voi tutti che correte come pazzi, e quei nanetti di tutti i colori che sono già – inspiegabilmente, quattro giorni dopo l’inizio – tuoi amici.
Tu ed io, e il nostro rito del mini-panino al bar, appena uscite, perché ancora non ti lasciano restare a pranzo, e chi se ne importa, noi ogni giorno cambiamo posto, e ci sediamo una di fronte all’altra come gli studenti che ci osservano dagli altri tavoli. E tu che entri in modalità figlia perfetta, e fai meravigliare tutti i camerieri, che passano e dicono “ma che brava questa bambina”, ma ovviamente, come tutti i treenni, hai un’autonomia di venti – venticinque minuti massimo, dopodiché scendi dalla sedia guardandoti attorno con gli stessi occhi che dovevano avere i Led Zeppelin quando arrivavano allo Chateau Marmont (non è un caso che cambiamo bar ogni giorno).

Tu, che la sera ti addormenti distrutta dalla stanchezza, dalle corse che hai fatto e dalle cose che hai imparato.
Io, che la sera mi addormento distrutta dalla stanchezza e incantata dalla magia dell’osservarti vivere la vita di corsa con i tuoi amici.

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18 Commenti

  • Rispondi Cento per cento Mamma 4 ottobre 2012 at 16:26

    Quante lacrime ho versato leggendo il tuo commovente racconto di mamma! Mi rivedo in ogni parola che hai scritto e mi godo anche io questo periodo dolce dell’inserimento.
    E chissenefrega della parità, almeno una volta ogni tanto!!!

    • Rispondi Vale 4 ottobre 2012 at 18:22

      Infatti, almeno una volta ogni tanto! 🙂

  • Rispondi Mamma Cì - mammastudia.blogspot.com 4 ottobre 2012 at 16:32

    BELLISSIMO post…complimenti…

  • Rispondi Ilaria e Dintorni 4 ottobre 2012 at 17:46

    Meraviglioso come descrivi tu e tua figlia, bellissimo tanto che sembra di sentire il profumo di quei banchi un po “sgarrupati”….e provo un pizzico di invidia buona….ma sono molto felice per voi!

    • Rispondi Vale 4 ottobre 2012 at 18:22

      sì sì, anche i banchi sono sgarrupati!! Ciao Ilaria!

  • Rispondi franci mammacanta 4 ottobre 2012 at 21:26

    che bello ricordare con i tuoi post. brava

  • Rispondi Laura 4 ottobre 2012 at 22:52

    Mi sono commossa e un po’ dispiaciuta perche io di quell’inserimento da te descritto ne ho vissuta solo una parte perche non potevo togliere troppo tempo al lavoro e x “riuscire a fare tutto” ne ho vissuto solo una piccola parte che come dici tu mi rimarrà nel cuore x sempre e nonostante in ufficio mi dicano non ti lamentare in fin dei conti tua figlia te la sei goduta, io penso non abbastanza!

    • Rispondi Vale 5 ottobre 2012 at 0:46

      ciao Laura! ma no, sono sicura che in quella piccola parte avrai messo tantissima energia e tanto cuore e lei avrà sentito tutto!
      ps: negli uffici dicono sempre “non ti lamentare”, per qualsiasi cosa 🙂

  • Rispondi verdeacqua 5 ottobre 2012 at 9:22

    come mi piace questa piccola ricciolina….

    • Rispondi Vale 5 ottobre 2012 at 14:44

      …ovviamente ogni riccio un capriccio! 🙂

  • Rispondi francesca r. 6 ottobre 2012 at 23:56

    è bellissimo leggere il tuo incanto… 🙂

    • Rispondi Vale 7 ottobre 2012 at 19:42

      🙂 ciao Francesca!

  • Rispondi GAB 10 ottobre 2012 at 13:08

    leggo te, e vedo me e marta (senza asilo, con meno tempo…ma mi rivedo in quasi tutto…comprese le foto che non abbiamo mai fatto stampare dalla nascita, eheh!).
    un abbraccio, donne!

    • Rispondi Vale 10 ottobre 2012 at 15:12

      Un abbraccio a voi donne! (io mi sono data come scadenza Natale: entro Natale DEVO, ASSOLUTISSIMAMENTE DEVO farne stampare qualcuna!)

  • Rispondi Francesca 10 ottobre 2012 at 14:03

    bel post, complimenti! E’ vero che ogni giorno si va a letto distrutte ma felici di tutto quello che questi bimbi ci danno!

    • Rispondi Vale 10 ottobre 2012 at 15:12

      Grazie mille, Francesca! Sì, hai proprio ragione: distrutte ma felici! 🙂

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