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Confessioni di una mamma che non aveva capito nulla

12 settembre 2012
A volte devo allontanarmi da me stessa per osservare meglio quello che mi sta attorno.
A volte devo soltanto fare un piccolo sforzo, devo cercare di osservare la scena con occhi diversi, persino con una testa diversa.
Ed è stupefacente, perché rischio di vedere alcune mie sicurezze crollare giù, come quei similcastelli di sabbia che cercavo di costruire al mare, e che puntualmente si disintegravano appena mi allontanavo.
Rischio di capire che molte delle frasi che ho pronunciato in passato erano delle grandissime stronzate. E non posso definirle in modo diverso, perché erano, appunto, soltanto delle grandissime stronzate. Dette da una che aveva guardato il mondo sempre e solo con gli stessi occhi.
E ripenso a quante volte ho detto “ma quella mamma non lavora? sta a casa? non lavora?”.
Ecco, io, in questo periodo da “solomamma”, che poi è un periodo di stallo fra il lavoro di una volta e il lavoro futuro che mi sto costruendo proprio in questi giorni, ho deciso che non solo non voglio mai più pronunciare questa frase, ma non voglio nemmeno più sentirla.
Perché una mamma, comunque, lavora.
Fuori casa, dentro casa, o fuori e dentro casa, in vacanza, durante l’anno. Lavora. Semplicemente.
Perché ieri, dopo un pomeriggio di parco giochi, sono arrivata a casa distrutta. Devastata. Sono andata a dormire con le gambe doloranti, la schiena a pezzi e quella sensazione di quando avevo 12 anni e fra bici nuoto e giardinetti facevo sport tutto il giorno. Quella stessa sensazione di ossa pesanti, di feroce necessità di sonno e quell’addormentarmi senza nemmeno aver finito di pronunciare la parola “notte”.
Poi, certo, probabilmente non sono abituata. Probabilmente le mamme che vanno tutti i giorni al parco con i figli sanno un sacco di cose più di me e trovano il modo per restare sedute sulla panchina a chiacchierare. Forse. Può essere. Ma io ieri in quel giardino del centro di Torino ho visto tutte persone come me, che facevano sollevamento pesi (Mamma, mi fai sedere su quella pertica lassù?), cento metri piani (Mamma, che ne dici se scappo verso la strada facendoti venire un infarto?), stretching (Mamma, mi sorreggi fino all’ultimo gradino dello scivolo alto un chilometro?), e ovviamente yoga e meditazione (Mamma, che ne dici se ad un certo punto decido di piangere, urlare e fare i capricci davanti a tutte le mie amichette, come non ho mai fatto in vita mia?).
E ripenso a quante volte ho pensato con tanta superiorità a quelle mamme che avevano deciso, o erano state costrette a smettere di lavorare fuori casa. A quante volte mi sono sentita più intelligente e più realizzata perché io avevo un ufficio in cui andare tutti i giorni. Delegando dalle 8 alle 20 l’educazione di mia figlia, fra l’altro.
Persino in questo blog l’ho dichiarato: all’inizio si chiamava “Bellezza Rara. Pensieri sparsi di una mamma che lavora”.
Ora, se vedessi un sottotitolo del genere, verrei qua e lascerei un commento del tipo “perché, le altre non lavorano, testolina di vitello?”
Il fatto è che una mamma – tranne pochissime eccezioni, certo – comunque lavora. Ed è incredibile quanto il lavoro in casa sia poco riconosciuto fuori. Quanto si dia per scontato che una mamma a casa passi il tempo fra maschere idratanti, Beautiful e Centovetrine. Quanto si dia per scontato che il lavoro in ufficio sia più qualificante e qualificato di quello che fai accanto a tuo figlio, ogni giorno. Al parco, in casa, dal pediatra, all’entrata di scuola, all’uscita. Sempre.
E invece non ci sono graduatorie, non ci sono mamme che lavorano e mamme che non lavorano, non ci sono scelte migliori o peggiori. Ci sono mamme e ci sono scelte, e ora, soltanto ora (arrivare in orario non è mai stato il mio forte), all’alba dei tre anni di mia figlia, mi rendo conto che una mamma ha bisogno di tutto, di consigli, di conforto, di affetto, di una spalla su cui piangere, di uno spritz e anche di un gin tonic, ma mai di giudizi. Perché tu non puoi sapere tutto l’universo che c’è dentro ad una mamma, e dentro ad una scelta. E “perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri”.

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40 Commenti

  • Rispondi mammacanta 12 settembre 2012 at 6:46

    Grazie. Dopo 10 anni di scelta di mamma sento qualcuno fare un ragionamento onesto. Comincio bene la giornata

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 12:46

      🙂 E buon pomeriggio!

  • Rispondi jojo.duchessa 12 settembre 2012 at 8:07

    Veramente parole sante! Anche io ho un bimbo di tre anni e lavoro tutto il giorno. Purtroppo al momento non posso permettermi di lasciare il lavoro…. E la sera non vedo l’ora di tornare a casa. Purtroppo il lavoro di mamma passa troppo spesso in secondo piano. Ma non c’è niente che dia più soddisfazione nonostante le difficoltà (che non sono poche)! Buona giornata

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 12:47

      Sì, hai ragione: le difficoltà non sono poche. E nemmeno la stanchezza! Buona giornata a te! 🙂

  • Rispondi Viviana Lajolo 12 settembre 2012 at 9:26

    Ciao Valentina, ti seguo da quando hai fatto il “salto coraggioso”.. beh intanto SEI GRANDE!! per la scelta, per le tue capacità di esprimere quello che pensi.. e condivido questo tuo post, perchè io una mamma che è rimasta a casa dal lavoro per me l’ho vissuta, e vorrei tanto che avesse la tua stessa “illuminazione” per capire quanto nobile sia stato il suo compito nel crescerMI giorno dopo giorno. Buona nuova vita! credimi c’è chi lavora in un ufficio ma sa quanto faticoso e importante è il lavoro di una mamma.. l’unico lavoro per cui valga la pena di sentirsi stanche!! un abbraccio

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 12:49

      Ciao Viviana! Anche io ho una mamma che mi ha dedicato tantissimo tempo, e in effetti in questo periodo ci penso spesso, e penso a quanto mi ha fatto bene.
      Un abbraccio a te! E buon proseguimento lassù sulle colline! 🙂

  • Rispondi Anonymous 12 settembre 2012 at 9:43

    testolina di vitello! ah ah!

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 12:49

      ahahahah IO SO CHI SEI!

  • Rispondi Martha 12 settembre 2012 at 10:47

    Parole che fanno riflettere, un sacco! Quante volte ho giudicato mamme ai miei occhi troppo apprensive o troppo pressanti..quante volte giudichiamo con sufficienza e superficialità..
    Grazie, perchè mi hai permesso di indossare una lente nuova con la quale guardare alle mamme che mi circondano.
    Io che, in ogni caso, stimo tantissimo le mamme che fanno “solo” il lavoro di mamme.

    buona giornata
    Martha

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 12:56

      Ciao cara Martha! Anche io ho giudicato tanto, e devo dire che in fondo è un istinto normale, naturale. In qualche modo probabilmente ci fa stare bene. Ma poi quando guardi le cose da un altro punto di vista ti rendi conto che la scena può essere totalmente diversa.
      Buon pomeriggio a te!

  • Rispondi Anonymous 12 settembre 2012 at 11:06

    Cara Valentina, ti leggo da qualche giorno e ti ho scoperto proprio in un momento in cui sto sperimentando quanto sia dura la vita da mamma che cerca di conciliare l’inconciliabile, é da 2 anni ormai una grande domanda ancora irrisolta. Questo post é meravilgioso, e se ci pensi é meraviglioso quanto uno scopra le cose vere vivendo e giudicando ciò che ci accade e ci investe, 2 anni fa non avresti potuto scrivere questo! Poter cambiare idea e giudizi trovo sia sempre molto liberante! Grazie, buona giornata e buon nuovo inizio.
    Elisabetta

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 12:58

      Ciao Elisabetta! No, infatti: due anni fa avevo appena ricominciato a lavorare e non mi sognavo nemmeno di stare a casa (e non conoscevo nemmeno il peso dei giardinetti con Guia).
      Hai proprio ragione: poter cambiare idea è liberante. E’ il termine esatto.
      In bocca al lupo per la tua conciliazione. Purtroppo a volte è proprio così: si cerca di conciliare l’inconciliabile.
      Buon pomeriggio!
      Vale.

  • Rispondi Carlotta G. 12 settembre 2012 at 14:03

    In tutta sincerità mi sento di dire questo: credo siano molte le donne che pensano quello che pensavi tu prima, anche io l’ho pensato a volte, quando ancora non ero madre. Dopo aver avuto dei figli penso invece che, permettimi di essere un pochino “cattiva” oggi, ci siano tantissime mamme che rinunciano a stare più tempo coi bambini proprio perche’ quella vita li’ e’ una fatica bestiale. Che tutto sommato non sono così tanti i lavori in cui sono richieste contemporaneamente mostruose energie fisiche e mentali, una concentrazione assoluta e un self control che neppure il Buddha. Senza limiti orari ne pause Caffè, E dove, soprattutto, fai tutto questo completamente GRATIS! Magari sbaglio, ma spesso ho avuto questa impressione.

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 14:19

      Cara Carlotta: hai perfettamente ragione. E sai che io conosco una di quelle donne di cui parli? Sono io. Soprattutto quando Guia era piccola, prima dei due anni, io preferivo stare in ufficio a ragionare piuttosto che stare a casa ad essere travolta dall’impegno fisico e mentale, da un impegno totale, senza pause caffé, senza pause pranzo, e da una responsabilità enorme. Molto meglio delegare tutto alla baby sitter…e magari arrabbiarmi un po’ se le cose non andavano come volevo io.
      Non a caso – lo ammetto – la voglia di passare più tempo con mia figlia mi è venuta quando lei è diventata più “bambina” e meno “neonata”, quindi, se vogliamo, per certi versi, più facile e leggera da gestire (ma anche no, in realtà).
      Oh, poi non voglio apparire come Crudelia De Mon: mi piaceva stare con lei, ma la carriera vissuta in un’azienda aveva la precedenza su quel tipo di lavoro, tutto qua.
      ps: non solo lo fai GRATIS, ma poi a volte ti arriva a casa un marito che ti dice “perché? non sei rilassata? sei a casa!”…

  • Rispondi Francesca 12 settembre 2012 at 14:12

    Stare con i bambini è faticoso… e spesso alla sera si è stanche e c’è chi ti dice “beh, cos’hai fatto poi oggi?! Eri a casa!”. E’ vero ma ho corso e vissuto la giornata con il mio bimbo di 2 anni che per quanto sia bravo richiede energie. Forse è vero, come dice Carlotta G., che molte mamme rinunciano a stare con i bimbi per “comodità”, perché è comodo che qualcun’altro (nonne/i, asili ecc) faccia la fatica di stare dietro ai pupi. Molte mamme sono invece costrette a fare entrambe le cose per arrivare a fine mese e non possono fare altrimenti… sono tante facce della stessa medaglia. L’importante è trovare la propria strada, intrapresa con le proprie motivazioni e in serenità. Così si può vivere al meglio con i propri bimbi!

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 14:26

      Ciao Francesca! Infatti, poi ci sono le mamme che adorano il loro lavoro, le mamme che invece non possono nemmeno pensare di mollarlo, le mamme che – onestamente e naturalmente – non si sentono in grado di passare tutta la giornata con i figli…insomma, ci sono centomila realtà che noi conosciamo solo da fuori.
      L’importante, appunto, è scegliere con serenità, e fregarsene dei giudizi degli altri.
      Ciao!

  • Rispondi eleonora 12 settembre 2012 at 14:40

    riesci con leggerezza e naturalezza a tirare fuori e a far prendere forma ai miei pensieri ed emozioni! le mie sono tutte ingarbugliate…

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 19:22

      Ciao Eleonora! 🙂

  • Rispondi moonlightclaud 12 settembre 2012 at 16:35

    Quanto avevo bisogno di leggere un post così! Tra l’altro proprio pochi giorni fa nel mio blog mi ero sfogata di quanto l’essere mamma a tempo pieno non sia riconosciuto e di quanto a volte sia pesante (non l’essere mamma ma l’essere lì, presente, 24 ore su 24, senza scappatoie, senza aiuti, senza… spesso… una spalla su cui sfogarsi). Grazie, grazie grazie. Claudia

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 19:22

      Vado subito a leggere il tuo post (e a curiosare sul tuo blog)!
      Grazie a te!
      Vale.

    • Rispondi Andrea 13 settembre 2012 at 0:48

      Brava Vale, mi hai fatto pensare a mia madre, che non mi porta piú al parco (forse non mi ha mai portato), ma che continua a crescermi ogni giorno a 900 km di distanza con le sue telefonate….e poi a mio padre che spesso ci ricordava che mamma, in casa, lavorava piú di chiunque altro…

    • Rispondi Vale 13 settembre 2012 at 7:20

      Grandissimi i tuoi, ma soprattutto tuo padre, che riconosce il lavoro della tua mamma!
      Ciao Andrea!
      ps: ma….ma…sei un blogger??? 🙂

  • Rispondi La mia vita semplice 12 settembre 2012 at 17:07

    Sono contenta di aver trovato questo post, che se mi permetti trovo molto equilibrato.

    Prima di diventare mamma ho lavorato per anni in una grande azienda e compativo le mamme-casalinga. Mi dicevo che mai sarei diventata una di loro, contente di cambiare pannolini e di andare in giro al mattino spingendo un passeggino con aria sfatta. Dopo, capisci che è molto diverso. Dopo, ti rendi conto che essere genitore può essere una fatica bestiale. Ho lasciato il lavoro perchè la combinazione forzata di asilo e baby-sitter dalle 8 alle 19 ci è sembrata una strada impraticabile, dal momento che mio marito ed io non abbiamo aiuti familiari.
    Ho percepito anche il fastidio con cui la nostra scelta è stata giudicata, ma ho sempre pensato di aver fatto la scelta migliore per la nostra famiglia. Ogni storia è a sè e si capisce cosa fare strada facendo.
    Marina

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 19:25

      Ciao Marina! Abbiamo fatto una scelta simile. Capisco perfettamente il fastidio di cui parli: ho incontrato anche io persone che mi hanno detto “ma non avrai mica intenzione di fare SOLO la mamma???”…Ogni storia è a sé, hai proprio ragione. Ciao!
      Vale.

  • Rispondi Claudia 12 settembre 2012 at 21:04

    Quanti commenti!!! Già … Perché l’argomento e’ vitale per una mamma… E saggiamente ben esposto! Cara vale, negli ultimi 3 anni ho fatto la mamma per 2 anni interi ( la mia azienda e’ molto contenta…!!!)che fatica!!!! Notti interrotte 3/4/5 volte ( e sono al secondo giro), sveglia ore 6, 2 bambini che se li tieni in casa per piu di 2 ore ti fanno impazzire…poi parco&co, pranzi con imbuto..la sospirata nanna dei piccoli (ora tommaso 3 anni ha deciso che e’ grande e la nanna non si fa piu’ …c’e da spararsi) poi merende, parco ancora , capricci , sorrisi, ancora cena con l’imbuto… Ore 9,30 tutti morti a nanna … Eppure il mio compagno, che adoro e reputo intelligente ( pensavo ) continua a credere che io abbia dei problemi di letargia…in realtà come diceva la bella pubblicità di p&g il mestiere piu’ bello e anche il piu’ duro e’ il nostro e dentro ogni giornata vissuta c’è un universo di emozioni.Claudia

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 22:58

      …ma come Tommaso non fa più la nanna al pomeriggio??? no, non dirmelo! la nanna è SACRA, soprattutto quella al pomeriggio!
      Dentro ogni giornata vissuta c’è un universo di emozioni, hai proprio ragione.
      Ciao cara Claudia!

  • Rispondi Cento per cento Mamma 12 settembre 2012 at 22:42

    Ti conosco solo ora, anche se siamo della stessa città e abbiamo fatto la stessa scelta nello stesso periodo. E magari andiamo anche negli stessi giardinetti 🙂
    Sarà facile riconoscerci: basterà guardare le nostre espressioni felici!

    • Rispondi Vale 12 settembre 2012 at 23:00

      …Ma allora andiamo ai giardinetti insieme qualche volta!!!
      Sul serio, teniamoci in contatto. Credo sia anche molto utile confrontarsi con chi ha fatto una scelta simile.
      ps: io avevo paura di avere un contraccolpo emotivo tornando dalle vacanze. mi dicevo “sarò triste, mi mancherà l’ufficio…”. Per ora proprio nulla…e tu?
      Ciao!
      Vale.

  • Rispondi Cento per cento Mamma 12 settembre 2012 at 23:12

    ZERO! Mi sento da Dio, la libertà mi da anche un po’ alla testa!
    Ti scrivo su Facebook così organizziamo un pomeriggio ai giardini insieme.

  • Rispondi Agnese 12 settembre 2012 at 23:39

    Le mamme crescono gli autori del futuro di una società! Che dire di più. Buona vita a tutte le mamme che hanno il coraggio e la possibilità di essere MAMME al 100%!

    • Rispondi Vale 13 settembre 2012 at 7:17

      Hai proprio ragione, Agnese: il futuro sta nei bimbi. Ed è anche per questo che ogni volta che sento parlare degli stipendi degli insegnanti penso che sia assurdo che un paese non si renda conto dell’importanza dei bambini, come futuro. ma questa è un’altra storia…Buona giornata!

  • Rispondi BeepBeepMommy 13 settembre 2012 at 12:18

    Be’ che altro aggiungere. Hai detto tanto, e hai detto tutto. Avete (anche le mamme che sono intervenute qui) detto tutto. Eppure… eppure sai io cosa mi sorprendo a pensare ogni tanto? Mi dico quanto è strano che noi mamme sentiamo la necessità di ribadirle ogni volta queste cose. Certo, forse perché il più delle volte sono chiare solo a noi, e del resto anche tu hai confessato di aver nutrito pensieri diversi prima, quando eri una mamma in carriera. Ma forse non è solo questo. Forse è la difficoltà di viverla davvero questa santissima e beata ‘condizione di mamma’ che ogni volta ci spinge alla necessità di ricordarlo a noi stesse, come un mantra, per allontanare cosa: fantasmi? sensi di colpa? O per non farci ingoiare dal resto del mondo. Perché a volte accade che agli altri tocca giustificare anche il tuo amore e le scelte che fai per proteggerlo.
    E lo trovo un po’ assurdo. Mi fa pensare che sia la mentalità o la cultura, chiamiamola un po’ come preferiamo, che ci frega, a noi italiane (e poi altrove – Svezia esclusa – è tanto diverso?).
    Vabbe’, ogni volta che entro in ‘casa’ tua mi ripropongo di non essere troppo ciarliera, ma invece niente. Non ce l’ho fatta neppure questa volta! Chiedo venia e a presto! 😉

    • Rispondi Vale 13 settembre 2012 at 21:49

      Sì, credo sia per allontanare fantasmi e sensi di colpa. E hai ragione sulla cultura, ma non è solo italiana. In pochi posti le donne/mamme possono davvero vivere la vita che vogliono.
      Ma figurati se devi chiedere venia :-)! Mi fa piacere leggerti!
      Ciao!

  • Rispondi Laura 16 settembre 2012 at 16:42

    Sante parole le tue! Vorrei essere anch’io solo una mamma!

  • Rispondi Mamma Avvocato 9 gennaio 2013 at 19:25

    Post bello, sincero, onesto e verissimo..è il primo che leggo, per puro caso, ed è una bellissima scoperta..facciamo amicizia?!
    Mamma Avvocato
    http://www.mammavvocato.blogspot.it

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 9 gennaio 2013 at 23:09

      Ciao!!! Piacere di conoscerti! Certo che facciamo amicizia! 🙂 Passo subito da te!

  • Rispondi Letizia 21 gennaio 2013 at 1:34

    Preparo la marmellata…”Eh, ma tu hai tempo”.

    Cucino una torta…”Eh, ma tu hai tempo”.

    Taglio la legna (o meglio, tagliavo. Spodestata dalla distinzione di generi)…”Eh, ma tu hai tempo”.

    Faccio dipingere mio figlio….”Eh, ma tu hai tempo”.

    Tutte le mie cognate lavorano, ma quello che faccio io fa sudare ugualmente.
    E’ una guerra fra sorelle, alimentata da chi ci vuole divise.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 21 gennaio 2013 at 11:17

      Hai perfettamente ragione, è proprio così: una guerra fra persone che dovrebbero capirsi e aiutarsi, alimentata di sicuro da chi, in qualche modo, ci guadagna.

  • Rispondi Ilaria 27 gennaio 2013 at 10:50

    Alcune donne non possono scegliere. Devono lavorare per forza se no i figli non possono nemmeno mangiare. E poi devono conciliare casa, lavoro, figli ed eventuali rapporti personali. Ma queste donne, come me, non hanno scelta. E si devono avvalere per forza di un’altra figura ( mia mamma ) che mi aiuti.

    • Rispondi Vale - Bellezza Rara 27 gennaio 2013 at 11:11

      Ilaria, lo so, ed è proprio per questo che non bisogna giudicarsi a vicenda. E’ proprio per questo che bisogna rispettare le scelte di tutti: di chi sceglie di stare a casa, di chi sceglie di lavorare, insomma, di tutti. Proprio perché non si possono conoscere le storie di tutti, e magari a volte non si può sapere che una mamma lavora perché non può scegliere altrimenti. Fra l’altro ci sono anche mamme, mogli, che non possono scegliere di lavorare, perché lavorare vorrebbe dire non sapere dove far stare i figli (in un altro post una mamma siciliana ci raccontava della materna di suo figlio, che chiude alle 13.30, tanto per fare un esempio), o girare tutto lo stipendio ad una baby sitter. Poi, vabbè, bisognerebbe parlare della mancanza di aiuti per i genitori in Italia, e sarebbe (sarà) un discorso lunghissimo.

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