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Le meraviglie di un’estate

29 agosto 2012
I suoi piedini abbronzati.
Il costume di Hello Kitty e il vestito di Minnie (da noi, pur essendo una casa dove il femminismo regna sovrano, pink doesn’t stink, e mai stinkerà).
Le giostrine che in Liguria trovi ovunque, fuori da qualsiasi gelataio o edicola, anche se abbiamo speso una fortuna: la sua espressione di sorpresa mista a felicità nell’istante in cui il pellicano, il cavallino o l’ippopotamo comincia a muoversi non ha prezzo.
La spiaggia di Laigueglia. Bella, semplice, tranquilla, pulita. Per la mondanità rivolgersi altrove.
L’Aurelia sotto e la ferrovia dietro casa: in pratica una casa (in affitto) incuneata nell’incubo più rumoroso che si possa immaginare. Ma comoda. Almeno quello.
L’Ichnusa e il pane Guttiau la sera, come aperitivo. No, non eravamo in Sardegna ma con il pensiero ogni tanto sì.
La frutta che in Liguria sa di vero.
Dopo anni, la mia prima vacanza senza ansie da ufficio.
I miei mille progetti (e i due che forse penserò di portare a termine).
“Manuale per ragazze di successo”, di Paolo Cognetti. Straconsiglio.
“Children are from Heaven”, di John Gray, testo essenziale per i genitori, che mi ha regalato la mia amica Silvia. Strastraconsiglio.
Il poter leggere sotto l’ombrellone. Sia io che lui. Perché lei ormai è “grande”, e gioca in riva al mare con gli amici.
Laigueglia. Perché ogni volta è un grande amore.
L’accoglienza ligure: se la conosci la capisci.
L’espressione affascinata e ipnotizzata di Guia allo spettacolo di marionette di Pinocchio, il suo restare seduta immobile a guardare fissa il palco, e il pensare a tutte le cose che faremo insieme.
Il sacro riposino pomeridiano, che qua si è trasformato in quattro ore di sonno. E l’attesa del suo risveglio con un po’ di sana sindrome di Stoccolma addosso.
La fine delle punizioni e l’inizio del metodo Gray (vedi sopra), e capire che i bambini, se trattati con dolcezza e maturità, collaborano in modo straordinario.
Il metodo Gray, e il voler lanciare il libro in mare quando ti tocca rincorrerla per tutta la spiaggia dopo averle detto con calma “Amore, collaboriamo”.
Lei, che ha cominciato ad arrampicarsi ovunque.
E io che ogni volta muoio di paura.
Lui, che non ha bisogno di commenti, perché uno che si è messo con una che già 24 anni fa, in prima media, veniva lasciata dal fidanzatino dell’epoca sentendosi dire “sei una rompipalle” è un supereroe.
E io che continuo ad essere una rompipalle ma lo amo.
Le mail e gli sms inaspettati, bellissimi, di chi crede in te.
I sogni. Quasi mai di notte, sempre di giorno, ad occhi aperti.
La sensazione di avere davanti un baule pieno di giocattoli e il non vedere l’ora di cominciare a giocare.
La nonna G. Evviva la nonna G, santa subito.
La notte in cui mi sono svegliata e ho scritto sull’iphone in quattro righe il progetto in cui credo di più.
Beatrice, Angela, Tommaso, Glauco, Giulia e Giacomo e le piccole amicizie dei 3 anni, fatte di silenzi, pance incremate protezione 50 e voglia di giocare.
La più alta concentrazione di gelaterie in Italia e il non poterne mangiare nemmeno uno. Vabbè uno sì. Ma solo uno in 31 giorni.
Tutti quelli, conosciuti e non, che mi hanno scritto e detto “In bocca al lupo” per la mia nuova vita.
…Crepi il lupo. Anche se è un lupo pentito.
Mamma, solo un giro
Ultimissimo giro, mamma…
Giuro. Ultimo.

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8 Commenti

  • Rispondi Carlotta G. 29 agosto 2012 at 18:51

    Eh si’, la “prima vacanza senza ansie da ufficio” e’ impagabile, vero? Quasi quanto i sonnellini marittimi di quattro ore (capisco e condivido perfettamente).
    Anche da me un altro grande in bocca al lupo!
    Carlotta

    • Rispondi Vale 29 agosto 2012 at 21:00

      Ciao Carlotta, crepi il lupo!!!
      Vale.
      ps: e la nonna G che verso le 17 dice “ma svegliamola”…e io che invece faccio tutto il silenzio possibile per farla dormire…:)

  • Rispondi Alice 29 agosto 2012 at 21:48

    Ma allora ditelo! Quando erano piccoli volevano che giocassi con loro con le formine, adesso mi reclamano per giocare a carte o con le racchette… non sono mai riuscita a leggere sotto l’ombrellone per più di venti minuti!
    Wow, quindi a settembre sarai a Venezia! Bello!

    • Rispondi Vale 29 agosto 2012 at 22:03

      …beh, allora, parliamone…ho scritto ‘leggere’, ma assolutamente non per più di 20 minuti! 🙂
      Sì, dovrei essere a Venezia già la prossima settimana ma mi devono confermare la data…ci vediamo???
      Baci.

    • Rispondi Alice 29 agosto 2012 at 22:48

      Sarebbe bello, ma Venezia non è proprio di strada. E pensa che non so ancora quali giorni della settimana prossima lavorerò!

  • Rispondi verdeacqua 4 settembre 2012 at 13:35

    io ho passato tutta l’infanzia a Laigueglia! E adesso quando posso (non essendo più piemontese mi è un pò complicato – lontano) ci porto anche il mio Piccolo Lui. E’ un posto magico, lo adoro!

  • Rispondi Vale 4 settembre 2012 at 16:18

    vero che è un posto magico? ancora ferma agli anni ’70-’80, piccola, tranquilla. anche io ci ho passato l’infanzia…chissà, magari abbiamo giocato insieme in spiaggia tanti anni fa! 🙂

  • Rispondi Viviana Lajolo 28 novembre 2012 at 13:50

    non posso ancora capirti da mamma ma da Laiguegliese di adozione sì.. perchè sulla spiaggia di “Laigue” ci sono arrivata che avevo solo 2 mesi e non l’ho più lasciata.. dicono che a Laigueglia ci si va da bimbi, poi da ragazzini (con le prime serate al molo con gli amichetti), poi da costretti (quando devi fare ancora le vacanze coi tuoi ma vorresti essere altrove) e poi non ci si va più.. fino a quando non ci si riporta un bimbetto, magari a soli 2 mesi..
    magari la prossima estate ci vediamo! 😉

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