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Evviva la Liguria (e i nonni)

11 agosto 2012

Ci stiamo riposando. Anche troppo, forse.

Ho passato i primi tre giorni in modalità Bella Addormentata, mi addormentavo ovunque: sul lettino in spiaggia, a casa dopo pranzo, dopo cena, dopo colazione, in riva al mare osservando Guia giocare con l’acqua, insomma sempre e comunque.

Ovviamente nelle stesse 72 ore mi sono ammalata, ho avuto la febbre, un mal di testa ferocissimo e un malessere generalizzato, che una sera mi ha portata a guardare negli occhi mia cugina Eleonora e dirle “ho la sensazione di morte imminente, hai presente?”.
Era probabilmente il mio modo di sfogare tutta la stanchezza e lo stress che ho accumulato negli ultimi mesi. La stanchezza fisica e mentale del lavoro, ma anche lo stress delle grandi decisioni.
Ora, dopo 10 giorni di hollywoodiana routine ligure (spiaggia alle 9 – pranzo alle 12 – riposino fino alle 17 – giardinetti – cena alle 19 – nanna alle 22), resa ancora più riposante dalla presenza dagli insostituibili Nonni, che hanno fatto di tutto per aiutarmi/ci, comincio a sentirmi davvero bene e piena di forze.
Certo, faccio sogni che non avrebbero nemmeno tanto bisogno di un’interpretazione (qualche notte fa arrivavano degli auditor in ufficio da me e mi chiedevano un’opinione sull’azienda in cui ho lavorato 8 anni e 6 mesi, e io mi lanciavo nel racconto della storia, dei valori, dei principi, dei prodotti, e ne parlavo con il sorriso sulle labbra, in presa quasi ad un’estasi mistica), ma li avevo messi in conto, e quasi quasi mi tengono compagnia. Di sicuro mi fanno svegliare la mattina sorridendo. Anzi, a volte proprio ridendo della mia ansia da distacco.
Credo di non aver ancora realizzato che da settembre non avrò più un posto preciso dove andare ogni mattina, un pc, una scrivania, una macchinetta del caffè davanti alla quale chiedere il primo lunedì “come sono andate le vacanze?”, per poi continuare per tutti i lunedì dell’anno con “com’è andato il weekend?”, ma in fondo forse è meglio così, forse rendermene conto giorno dopo giorno avendo il mare davanti agli occhi è l’atterraggio morbido di cui avevo e ho bisogno.

 

Quello che sto realizzando con molta rapidità è che con Guia mi diverto. Soprattutto ora. Soprattutto a meno di un mese dai suoi 3 anni, quando tutto è una scoperta, tutto è fonte di risate, i capricci stanno (quasi) lasciando il posto ai ragionamenti, ci sono scorte infinite di baci (anche se a volte mi dice – giuro – che li ha finiti) e mille abbracci da regalarsi.
Ogni giorno la guardo negli occhi e mi sembra più grande, più adulta, meno bimba e più bambina, e ogni santo giorno mi diverto a osservare una sfumatura del suo carattere che in questi 35 mesi non ero riuscita a intravedere (fra l’altro: 35 anni io e 35 mesi lei, auguri a noi).
Nel frattempo ci accompagnano il mare della Liguria, l’incantevole e allo stesso tempo sgangherato paesino nel quale ho passato tutta la mia infanzia, compresi primo amore (a 4 anni: ero innamorata di Robin, il cantante del piano bar. una vita da groupie, insomma), primi bagni, primi castelli di sabbia e primi amici-del-mare (quelli che “ci scriviamo, ci sentiamo”, e poi rivedevi 12 mesi dopo), le cozze alla marinara per le quali probabilmente prima o poi mi dovranno portare in ospedale, la nostra vicina di ombrellone, che amo perché mi è simpatica ed è riccia come Guia, la mia amatissima amica Sonia, con la quale ogni tanto mi apparto clandestinamente in un angolino della spiaggia a ricordare per 5 minuti le nostre vacanze da single, di nascosto, a mezza voce, come i ragazzini che vanno dietro le cabine per fumare le loro prime sigarette, il mio compagno/futuro marito che amo sopra ogni cosa (ma proprio sopra ogni cosa, e ancora oggi, dopo 4 anni, non mi capacito della fortuna che ho avuto ad incontrarlo), e chili e chili di focaccia. E, last but not least, la mia mamma. Nonna instancabile alla quale perquisirò presto la valigia per capire dove riesca a trovare tutte le energie per alzarsi presto, cucinare, mettere in ordine la casa, andare in spiaggia, prendere il sole come una lucertola per ore, e poi tornare e rimettersi a cucinare.  Il tutto avendo anche la forza di ridere, scherzare, giocare con Guia e chiedermi, a notte fonda (alle 22): Facciamo una partitina a carte?.
Quando io vorrei solo rimbalzare dal letto al lettino al divano al tavolo al letto, possibilmente dormendo ogni 4 ore.
A proposito: domani la Nonna G. va via. Aiuto. Nel perquisirle la borsa, magari trattengo qualcosa per me.
G&G, nonna e nipote, grande amore

 

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5 Commenti

  • Rispondi GAB 11 agosto 2012 at 21:46

    è vero..è una fase splendida! anche se si è da sole, ora si può…parlare! e sopratutto ci si capisce…si interagisce di più, insomma…e la scoperta e l’ascolto dei loro ragionamenti…brrr…brivido di bellezza! buonissime vacanze!

    • Rispondi Vale 12 agosto 2012 at 8:56

      vero, Gab? è un’età bellissima! buonissime vacanze a te! 🙂

  • Rispondi C. 30 agosto 2012 at 22:23

    Mi sembra di riconoscere una foto di Cervo, borgo di cui sono innamorata da sempre… Per caso hai trascorso le vacanze qui?
    Coincidenze…

    • Rispondi Vale 30 agosto 2012 at 22:28

      Sì sì! Ho passato una splendida giornata a Cervo, che è meravigliosa! In realtà tutto agosto sono stata a Laigueglia. A Cervo sono andata solo a fare una gita.
      Ciao!
      Vale.

  • Rispondi verdeacqua 5 settembre 2012 at 15:19

    mi ci voleva un pò di Laigueglia… bellissime le foto… in qualche modo sanno di focaccia!

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