Guia mamme mammità

Battiti di ciglia

30 agosto 2012
Per lei non sarà un problema. 
Tornerà a Torino, ritroverà il suo letto “da grandi”, la sua sponda di Hello Kitty, i suoi mille peluche e la sua camera bianca rosa e rossa.
Sarà di nuovo regina di un posto solo suo, e di notte potrà decidere se venire a trovarci o restare nel suo mondo, al sicuro fra un’enorme Minnie, un lupo che si chiama Lupo e tante piccole sorpresine sparse ai piedi del letto.
Forse avrà delle difficoltà ad addormentarsi, probabilmente ci chiederà di restare un po’ di più con lei, o magari avrà bisogno di una favola più lunga del solito.
Ma alla fine scivolerà nel sonno come sempre, serena.
Il problema sarò io.
Perché quando ti dicono di non far dormire i figli nel lettone forse ti vogliono mettere in guardia dal viziare te, non loro.
Perché chiacchierare prima di addormentarsi con le teste sul cuscino, come due ragazzine ad un pigiama party, non è solo divertente. E’ emozionante.
Perché ci sono state notti in cui mi sono svegliata mille volte e averla lì, da osservare, accarezzare e baciare è stata la cura più bella alla mia insonnia.
Perché l’espressione dei bimbi che dormono ha qualcosa che arriva direttamente dal cielo.
Perché per due notti è caduta dal letto, sul marmo, e per due notti ha pianto un secondo e poi si è fatta stringere come si fanno stringere i bimbi nel sonno: senza difese, senza forze, con il bisogno di conforto degli uccellini che cadono dal nido.
Perché quando ti svegli in piena notte perché una gambetta bambina ti ha tirato un calcio nei reni lasciandoti senza fiato, ti giri e vorresti prenderla e lanciarla direttamente in sala, ma poi vedi gli occhi chiusi e sorridi.
Perché quando una vocina roca ti sveglia alle 7 dicendoti “mammaaaa, svegliatiiii! c’è il soleee! alziamociiii!”, oltre a pianificare di affittare una casa con le tapparelle invece che con gli scuri il prossimo anno, non puoi non farti contagiare dall’entusiasmo di chi ha tutto il mondo da scoprire, ogni giorno. 
Perché ti chiedi per quanto ancora potrai prenderla e abbracciarla così, per quanto tempo ancora avrà voglia di starti appiccicata, e pensi alle sere in cui sarà una ragazzina e si chiuderà in camera a parlare con le amiche di baci non tuoi, e sai che basterà distrarsi un attimo, basterà un battito di ciglia, e quel tempo, senza avvertirti, sarà già arrivato.
Perché sei stata irremovibile in questi tre anni, l’hai abituata da subito a dormire da sola, e ora ripensi a tutto il calore che forse hai perso.
E perché il bello dell’essere mamma è che una sera vai a dormire con una regola fatta di granito, e la mattina dopo ti svegli con un mucchietto di granito sbriciolato accanto a te.
E dall’altra parte una bambina che ti dice “c’è il soleee!”

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4 Commenti

  • Rispondi francesca r. 30 agosto 2012 at 22:25

    ogni medaglia ha il suo rovescio… noi l’abbiamo fatto dormire con noi fino a questa estate (21 mesi) e alla fine non ne potevamo davvero più di schiaffi, calci e sommovimenti notturni… però ogni tanto ce lo riprendiamo nel lettone e soprattutto, la mattina, accoglierlo in mezzo a noi per gli ultimi minuti di sonno e poi di gioco è pura gioia… 🙂

    • Rispondi Vale 31 agosto 2012 at 9:23

      :))) hai ragione, a volte di notte tirano pure schiaffi!!!

  • Rispondi vedovascalza 31 agosto 2012 at 10:12

    Io non sono una madre ma mi emoziono con le tue parole e continuerò a leggerti per questo!
    Buon ritorno a casa.

    • Rispondi Vale 31 agosto 2012 at 17:48

      Ciao! Grazie mille, di cuore!

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