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Otto anni e sei mesi

25 luglio 2012
Il 19 di gennaio del 2004 c’era ancora la neve a Torino. Pochi giorni prima c’era stata una nevicata folle, una di quelle nevicate che ti ricordi per un sacco di tempo, almeno per 11 o 12 mesi, quando poi ne arriva un’altra ancora più grande, ancora più bianca.
Quel giorno i lati delle strade erano tutti pieni, e io mi arrampicavo su per la collina pensando “ma qua quando nevica sul serio come si fa?”. Negli 8 anni e mezzo che sono seguiti ho sentito dire la stessa frase, identica, agli ospiti che venivano a trovarmi per la prima volta. E ogni volta rispondevo come con un disco pre-registrato “si fa, si fa…le strade vengono pulite in un attimo. al limite al pomeriggio ci mandano a casa un po’ prima”.
Poi, automaticamente, ogni volta mi sentivo rispondere “però…che panorama da quassù”.
“Sì, un bellissimo panorama. Vedeste al tramonto, d’estate, che meraviglia.”
Quel 19 gennaio, in realtà, mentre salivo con la mia punto verde acqua, non sapevo nulla. Sapevo che una nuova, grande azienda mi aveva assunta, sapevo che quello sarebbe stato il mio primo giorno di lavoro, e sapevo a grandi linee che ruolo avrei avuto. Ero felice, emozionata, impaurita, e avevo mille domande in testa.
Sono passati 8 anni e 6 mesi.
Ho avuto 4 ruoli, 5 capi, 4 scrivanie.
Ho preso decine, forse centinaia di aerei, ho mandato milioni di mail, ho salvato migliaia di file excel, e ho odiato, fortissimamente odiato powerpoint.
Ho provato profonde, intense soddisfazioni, sapendo che quel tipo di felicità, in quel momento, poteva arrivarmi solo dal lavoro.
Ho passato giorni a pensare che in fondo non avevo bisogno né voglia di fare figli, perché il mio futuro era quell’azienda, e avevo voglia di scommettere tutto lì dentro.
Ho parlato spesso di carriera, e l’ho desiderata, così, senza filtri, la carriera, anche se come parola suona male, e con lei tutte quelle collegate, il potere, il gestire le persone, i budget, i processi.
Ho conosciuto un’infinità di persone, colleghi, fornitori, clienti, partner. Ho stretto tantissime mani, e sorriso ad un sacco di occhi.
Fra queste mura ho letto, scritto, sorriso, studiato, presentato, amato e sofferto.
Sempre con la certezza di essere in una delle realtà più belle del mondo.
Ma ho sempre saputo che non sarebbe stato per sempre.
Ho sempre saputo che la vera Valentina prima o poi sarebbe emersa.
Ho sempre immaginato che presto o tardi avrei avuto il coraggio non di capire, perché l’avevo già capito da anni, ma di ammettere che studiare economia e andare a lavorare in un’azienda non era quello che veramente desideravo.
Poi è arrivato lui, e poi lei, piccolo essere di 3 kg esatti, che ora ne pesa molti di più e chiacchiera, scherza, ride, fa anche battute simpatiche e pizzica la s e la r.
Sono stata a casa un po’ di mesi, giusto il tempo di avere una voglia matta di tornare in ufficio, perché la me stessa incasinata/stressata/ancheunpoesaltata mi mancava da morire, e lì si è rotto qualcosa.
Perché probabilmente la nuova Valentina, mamma e compagna, in quel periodo, da qualche parte, in un universo parallelo, ha incontrato la vera Valentina, quella che a 19 anni avrebbe scelto lettere, o il dams, o storia, e che però, per saggezza e senso della realtà aveva deciso di starsene zitta, e aveva accettato di studiare economia e commercio, forse pensando che un giorno avrebbe alzato la mano per dire “ehi, comunque ci sono anche io”.
Forse, mentre io ero in ufficio a districarmi fra brief, piani media e quote di mercato, loro due si sono viste, si sono parlate, si sono raccontate di come sarebbe stato bello cambiare vita, di quanta felicità ci sarebbe stata dietro la porta, di quanto sarebbe stato piacevole vedere più spesso una bimba ricciolona che nel frattempo cresceva rubando ogni giorno 24 ore al nostro tempo insieme.
Forse si sono anche raccontate la loro passione per la letteratura, per l’arte, per lo scrivere. Forse hanno anche riso al pensarmi china su fogli excel, su numeri, grafici, analisi, e magari hanno pure fatto scommesse su quanto avrei resistito.
E io tornavo a casa ogni giorno con uno zaino pieno di dubbi. Ma non avevo nemmeno il tempo di stare ad ascoltarli: a casa c’era Guia, e io arrivavo alle 19.30, e alle 20, massimo 20.30 lei doveva andare a dormire, perché fortunatamente ha sempre dormito tanto (e come dice il mio medico della mutua, quando dormono tanto, si fanno amare ancora di più), e non avevo tempo da perdere in riflessioni esistenziali.
Solo che le domande, quando hanno bisogno di una risposta, non ti mollano mai.
E per la prima volta dopo anni, ho deciso di fermarmi e rispondere. Alcune volte facendo una fatica immane, altre sentendomi scivolar via le parole di bocca senza nemmeno avere il tempo di ragionarci.
Ma un post è uno spazio troppo angusto per raccontare tutto il processo che mi ha portata a dimettermi e a cambiare vita. Lo farò, lo racconterò, perché ne ho voglia ma soprattutto ne ho bisogno. Ma non subito.
Da settembre non farò solo la mamma. Sarò tante cose, probabilmente la mia testa sarà un laboratorio di idee e di progetti, di sicuro farò cose che oggi vedo molto più simili a me. 
Non sarà facile, probabilmente alcuni giorni saranno pieni di fatica, altri di felicità, altri ancora – spero proprio di no – pieni di rimorsi.
Di sicuro – ed è questa la vera scommessa – saranno giorni e ore flessibili.
 
Forse mi capiterà, magari d’estate, di salire in macchina e di arrampicarmi di nuovo su per i tornanti per abbracciare amici, salutare colleghi e chiedere tanti “come va?”. Magari mi emozionerò, e come sempre faticherò a dissimulare.
 
Quello che è certo è che ogni volta quel tramonto mi sembrerà il più indimenticabile di tutti.

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22 Commenti

  • Rispondi Rosella Mittiga 25 luglio 2012 at 9:36

    che meraviglia imbocca al lupo, potessi io aver quel coraggio forse fra 3/4 anni quando avro sistemato delle cose per il momento mi consola il fatto che tu ci sei riuscita.

    • Rispondi Vale 25 luglio 2012 at 12:12

      Crepi il lupo! Beh, mettiamola così: mi porto avanti, e ti aspetto! 🙂

  • Rispondi Anonymous 25 luglio 2012 at 9:48

    Bellissimo scritto, sinceri complimenti e un grosso in bocca al lupo!!

    • Rispondi Vale 25 luglio 2012 at 12:13

      Crepi il lupo e grazie mille!!!

  • Rispondi Mau 25 luglio 2012 at 11:40

    questa volta mi hai commosso e…credo fortemente che la tua strada “nuova” sia giusta.hai talento..da vendere..e ora che ne hai preso pieno possesso..sfruttalo e goditelo!! un saluto alla vecchia valentina e un benvenuto a quella nuova..che in fondo..è solo un’altra sfumatura di quello che sei e sei sempre stata!! 🙂 in bocca al lupo e..ti aspetto volentieri per quel “come va?”!!
    un bacione

    • Rispondi Vale 25 luglio 2012 at 12:14

      :-))) cara Maura, allora prepara i fazzoletti per le mie visite lacrimose! Un abbraccio e crepi il lupo!!!

  • Rispondi GAB 25 luglio 2012 at 12:38

    bello vale…un in bocca al lupo per questa nuova avventura, che sia carica, che ti dia la carica, che ti riempia il cuore , che ti renda felice, e che tu possa superare tutti i rimorsi che verranno. Un abbraccio e…aspetto il post di cui parli nel post. 🙂

    • Rispondi Vale 25 luglio 2012 at 17:23

      grazie mille, Gab, e grazie mille! e sì, scriverò presto il post! 🙂
      Un abbraccio!

  • Rispondi Anonymous 25 luglio 2012 at 17:19

    Non tornare lassù
    Non passare a salutare. Se l’amicizia è vera, supererà le mura dell’ufficio e la ritroverai fuori.
    La nostalgia ti coglie sempre nei momenti di maggiore debolezza…

    • Rispondi Vale 25 luglio 2012 at 17:57

      Sì, in effetti è vero…

  • Rispondi acasadiclara 25 luglio 2012 at 19:21

    in bocca al lupo,io – che faccio probabilmente più o meno il tuo stesso lavoro – non ho proprio il coraggio di mollare (e a me il lavoro ha dato molte meno soddisfazioni che a te, leggendoti) (io che invece ho scelto lettere e invece lavoro nella pubblicità). quindi in bocca al lupo con tutto il cuore perchè è una bellissima avventura. riuscirai sicuramente a mettere a frutto tutte le tue idee, vedrai. ciao!!!

    • Rispondi Vale 25 luglio 2012 at 20:46

      crepi il lupo!!! e chissà, magari nella mia nuova vita avremo modo di incontrarci (torno ad occuparmi di materie più legate alla comunicazione). Grazie di cuore. Mi fa tanto bene sentirmi dire che sarà una bellissima avventura! ciao!!!

  • Rispondi Alice 26 luglio 2012 at 0:24

    Faccio il tifo per te, lo sai vero? Vedere persone che trovano la loro strada, non so come spiegarlo, ma fa stare bene anche me.
    E vedila così. Non potrai mai avere il rimpianto di non averci provato. Non capita a tutti. Un grosso grosso in bocca al lupo!

    • Rispondi Vale 26 luglio 2012 at 2:08

      Certo che lo so, cara Alice!!! E io lo faccio per te!
      Un abbraccio e crepi il lupo!

  • Rispondi Mammajewel 26 luglio 2012 at 21:03

    Ehi ma vuoi vedere che il libro é stato un segno?
    In bocca al lupo

    • Rispondi Vale 26 luglio 2012 at 21:32

      ma sai che ci ho pensato proprio qualche giorno fa? in effetti avevo chiesto aiuto proprio per capire qualcosa in più sulla scelta che avevo voglia di fare…e insomma, vincere il libro è stato un segno! Crepi il lupo!
      ps: ho messo il libro nella borsa per le vacanze, non vedo l’ora di avere tempo per iniziarlo!

  • Rispondi Anonymous 26 luglio 2012 at 23:11

    Gande… Ma allora ci sono altri progetti in arrivo! Sono felice per te! (ps: io,da settembre orario ridotto!) cristina @icri4

    • Rispondi Vale 26 luglio 2012 at 23:23

      Sì! In testa ho un sacco di progetti, e da settembre comincerò qualcosa…mi sa che la materia sarà molto simile alla tua (ho visto su linkedin)!
      Orario ridotto? Bene!!! Complimenti a te!

  • Rispondi Anonymous 27 luglio 2012 at 16:37

    Ciao Valentina! ci siamo conosciute poco, giusto il tempo di un corso a Parma….
    mi piace come scrivi e quel che trasmetti….chissà che tra qualche anno non riesca a seguire anche io la mia vera strada…
    in bocca al lupo, abbi cura di te!
    Mariasole

    • Rispondi Vale 27 luglio 2012 at 20:32

      CIao Mariasole! Sì, è vero, ci siamo incrociate pochissimo…Grazie mille e crepi il lupo!
      ps: spero tantissimo che tu riesca! 🙂
      Vale.

  • Rispondi M di MS 29 luglio 2012 at 15:15

    Ciao!
    Sono rimasta un po’ indietro con la lettura del blog e adesso vedo del tuo cambio di vita.
    Chissà perchè ad un certo punto qualche mamma decide di essere più flessibile…Posso incavolarmi un po’ (e non con te)?
    Ma come posso non capirti?
    vedrai, non tornerai indietro, perchè apprezzerai la libertà di lavoro e pensiero e, come dico sempre, diventerai la frusta che scudiscia il tuo culo 😀
    Un grande abbraccio!

    • Rispondi Vale 29 luglio 2012 at 19:15

      Ciao cara Veronica!
      Sì, sì, certo che puoi incavolarti, anzi, possiamo incavolarci con il modo italiano di lavorare…E dire che la realtà in cui ero io è molto più avanti di altre in tema di work life balance. Solo che il problema, ad un certo punto, è proprio la mentalità italiana. Nel mio caso, poi, si è aggiunto un grandissimo desiderio di seguire i mille progetti che ho da anni in testa…e così eccomi qua, all’inizio di una nuova fase della mia vita.
      So che tu mi puoi capire perfettamente, essendoci passata qualche tempo fa…per questo quando ci siamo viste a Milano con mamme al lavoro ti ho fatto tutte quelle domande: già meditavo sul mio futuro.
      L’immagine della frustra è MERAVIGLIOSA :-))) Di sicuro me la ricorderò quotidianamente!
      Un grande abbraccio a te!
      Vale.

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