favole Guia mamma

Il Club dei Lupi Pentiti

14 giugno 2012

L’unica sicurezza che ho è che più invecchio cresco, meno sicurezze ho. 

Alle elementari ero sicura che sarei diventata attrice, alle medie ero sicura che avrei lavorato per difendere i diritti umani, al liceo ero sicura che sarei stata una giornalista, all’università ero sicura che sarei diventata un super direttore in carriera e senza figli.
…Non essendo diventata nulla di tutto ciò, per forza mi sono dovuta ricredere sulle granitiche sicurezze che hanno costellato la mia esistenza.
Anzi, ora adoro essere relativa, adoro credere profondamente in qualcosa ma poi anche cambiare idea dopo cinque minuti. Adoro battermi per un’idea, ma anche sedermi dall’altra parte del tavolo e cercare di capire cosa vedono e pensano gli altri. Adoro pensare che quel collega che non sopporto sia il male in persona, e poi rendermi conto che il suo è solo uno stare in difesa, e che alla fine è forse molto più buono di chi dice “io sono buono”.
Non che questo mio essere relativa mi abbia resa migliore, anzi. Continuo ad avere fortissime insofferenze verso determinate persone, fatti, concetti. Continuo ad essere la suffragetta passionale che si infiamma per difendere un’idea e rischia di essere, a seconda dei playground, mollata/licenziata/presa a sberle.
Solo che poi, dopo un po’, invece di restare a rimuginare come il cattivo del cartone animato, cerco, a volte con grandissima fatica, di andare dall’altra parte, di chiedere in prestito quei famosi panni (che ogni tanto mi stanno strettissimi), e di vedere come cambia la visuale.
Cerco di pensare ogni volta (anche se spesso è un’impresa epica) che la cattiveria non esiste, e che se qualcuno fa del male è solo perché è troppo preso ad inseguire i suoi obiettivi.
Cerco di credere che la vita non sia un film muto, dove dal primo all’ultimo minuto i malvagi e gli eroi rimangono identici a se stessi. Mi sforzo di credere che il modo di scrivere le sceneggiature sia cambiato, e che il personaggio venga modulato nel tempo, e che cambi sfaccettature, pensieri e azioni con lo scorrere dei minuti.
Forse per questo ho sempre adorato i cartoni animati e i film nei quali il protagonista, in qualche modo, cambia.
Mille anni fa, avrò avuto 7 o 8 anni, mi resi conto di aver perso la puntata di uno dei miei cartoni animati preferiti in cui il personaggio principale finiva in ospedale, ferito. Ci rimasi malissimo. E raccontai alla mia mamma la mia tristezza, e fu durante quel racconto che mi accorsi per la prima volta del mio amore per i personaggi che non sono sempre uguali, sempre perfetti, sempre invincibili.
E fu probabilmente nello stesso periodo che adorai vedere Fuga per la vittoria, verso la fine, quando, dopo una lunghissima lotta fra bene e male, il comandante nazista si lascia andare e fa il tifo per la squadra dei prigionieri. Non ricordo quasi nulla di quel film, ma gli occhi sorridenti di quell’attore li ho fissi in testa da quasi 30 anni.
E’ il cambiamento di rotta che mi appassiona, l’erba che nasce nella crepa di una roccia, la risata che scoppia improvvisa durante un pianto disperato, lo sguardo di tenerezza del cattivo, il lampo di malvagità negli occhi dell’eroe buono.
E insomma, amore mio, tutto questo preambolo solo per spiegarti perché in queste sere, verso la fine delle favole, mi senti un po’ tentennante. E perché quando ti racconto Cappuccetto Rosso invento sempre una fine diversa: una volta il Lupo si pente e va a comprare il vino per pranzare con la bimba e la nonna, l’altra volta scappa spaventato dal cacciatore e va al Club dei Lupi Pentiti, un’altra ancora corre dalla mamma di Cappuccetto per prendere lezioni di cucina perché i dolcetti gli sono piaciuti tanto. 
Perché il primo modo per non perdere la speranza è credere che le persone possano sempre cambiare.
Perché pensando in bianco e nero vivi male e ti perdi tutte le sfumature. 
Perché quando ti capiterà di metterti nei panni degli altri ti renderai conto di quante cose inaspettate riuscirai a vedere. E probabilmente ti divertirai.
Perché sicuramente incontrerai tanti Cappuccetti Rossi e tanti Lupi, ma altrettanto sicuramente non saranno tutti perfettamente buoni o perfettamente cattivi. E spesso sarà bello cercare in loro la crepa nella quale sta spuntando l’erba.
E perché il bello dei paesaggi, delle persone, delle storie, delle favole, sono i dettagli. Non le definizioni.

Ti potrebbe interessare anche

8 Commenti

  • Rispondi Thesunmother 15 giugno 2012 at 23:01

    Credo anche io che i dettagli siano importanti e che in tutte le persone convivano insieme lo yin e lo yang.
    Anche da noi il Lupo non è così cattivo come vorrebbe la tradizione, è un venditore porta a porta di biberon di latte caldi oppure un orfanello sbandato.

    • Rispondi Vale 15 giugno 2012 at 23:17

      :))) il venditore porta a porta di biberon di latte è meraviglioso!!! ma anche l’orfanello sbandato…bisognerebbe fare una raccolta di “favole-come-le-raccontano-le-mamme”!

  • Rispondi francesca r. 17 giugno 2012 at 12:14

    bellissimo post… essere meno granitica è uno dei miei problemi e una mia sfida, dato che per carattere sono integralista, perfezionista e abbastanza insofferente (un carattere di merda insomma!)…

    • Rispondi Vale 17 giugno 2012 at 12:41

      🙂 Beh, non credere…se facessi un sondaggio tra i miei amici, mi direbbero probabilmente che ho un carattere di merda anche io!

  • Rispondi Anonymous 18 giugno 2012 at 9:19

    Beh..Tutti i personaggi cambiano, tutti i protagonisti cambiano, è il senso della storia ed allo stesso tempo il senso della vita. L’apice della storia , il climax come si dice in gergo tecnico, è il punto in cui il protagonista torturato trova il coraggio di cambiare e allora, proprio per questo, vince. E’ una possibilità innata in chiunque, anche nel nazista. Chi non cambia soccombe.
    …detto ciò, se alle elementari eri attrice, alle medie etc etc…ti consiglierei appena possibile ( il coraggio di cambiare)…di diventare scrittrice a tempo pieno. Te ne stai un po’ tranquilla a casa col tuo amore e delizi il mondo con parole meravigliose. Perché sei veramente brava a scrivere e hai un occhio meraviglioso sul mondo. Usalo.

    • Rispondi Vale 18 giugno 2012 at 10:12

      Grazie, grazie, grazie.
      In questo momento mi riesce davvero difficile darti un’idea di quanto mi facciano bene le parole che mi hai scritto.
      O forse si è capito già, forse si è capito che sto (ri)scoprendo una passione che mi piace tantissimo, e avrei veramente voglia di dedicarmici a tempo pieno.
      Grazie, di cuore.
      ps: dai, mi dici chi sei??? scherzo…:-)

    • Rispondi Anonymous 18 giugno 2012 at 11:31

      L’anonimato è una coincidenza. Ma adesso che me lo chiedi non ti dirò chi sono.
      Sono un lettore…soddisfatto. Quando mi farai l’autografo sul tuo primo libro, te lo dirò! 😉
      In bocca al lupo!
      Un lettore

    • Rispondi Vale 18 giugno 2012 at 11:57

      :))) Ok, allora crepi il lupo (pentito) e tengo pronta la penna!
      …Il fatto che tu sia un lettore soddisfatto mi fa felice.
      Buona settimana!

    Lascia una Risposta