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Fumare fa male. Ma anche la pioggia.

1 maggio 2012
No, non è un danno di Guia, è una stanza dell’hotel Windsor di Nizza. Ma oggi avrebbe potuto fare anche questo.
Quando, in Puglia, a Torre Pali, dopo una giornata di mare, uscita dalla doccia, aprivo una birra e mi sedevo a fumare sul terrazzino di quell’abuso edilizio che avevamo affittato, guardando il mare.
Quando, arrivata dall’ufficio, mi accendevo una sigaretta, mi versavo un bicchiere di vino e cominciavo a cucinare. Solo per me.
Quando ero tristissima, a gennaio 2006, perché X mi aveva lasciata, e mi nutrivo solo di Kinder Paradiso e tè verde, fumavo 100 sigarette, e stalkerizzavo tutti i miei colleghi raccontando tutta la mia disperazione, volendo solo sentirmi dire “Tornerà” (me lo dicevano tutti. infatti non è mai tornato).
Quando, riordinato il bancone di Giancarlo, Ines, io e le altre bariste andavamo via dai Murazzi e ci salutava l’alba rosa delle estati di Torino, e, una volta in macchina, mi accendevo la sigaretta più meritata.
Quando, all’uscita dalla discussione della tesi, trovai il coraggio di fumare una sigaretta piena di felicità davanti ai miei genitori, ai quali non avevo ancora confessato il mio vizio.
Quando Z, la sera del mio trentesimo compleanno, dopo avermi portata a cena e avermi regalato un libro sul tè e una fotocamera, per concludere bene la serata, mi disse “Vale, ti lascio”, e io non riuscii a fare altro se non accendermi una sigaretta.
Quando, prima di andare a dormire, nella mansarda della mia singolitudine, fumavo l’ultima sigaretta ascoltando la canzone che mi piaceva di più in quel periodo.
Se è vero che dei vizi il 99% è dipendenza e abitudine, è verissimo che di sigarette da ricordare te ne rimangono poche, quando smetti.
Ma quelle, quelle te le ricorderai sempre. E in un certo senso, ne avrai sempre voglia. Non sempre belle. A volte tristissime. Ma, caspita, intense.
E non tornerei mai, oggi, a fumare. Come ho iniziato (tardi e senza nemmeno tanta convinzione), ho smesso, perché semplicemente non ne avevo più voglia. C’era già Guia dentro di me ma io non lo sapevo ancora.
Il fatto è che questa sera si conclude un ponte senza E. che, poverino, è dall’altra parte del mondo (sì, quella lì, quella dove ci sono 30° e c’è l’oceano) per lavoro, e io ho dovuto fare la mamma single, che non è mai una cosa che mi riesce benissimo.
E oggi è stata pure LA giornata dei capricci. La giornata dei no sparati a raffica, così, senza nemmeno farmi finire la domanda. La giornata dei giochi più pericolosi dell’universo, compreso l’arrampicarsi su un armadio che lì per lì non mi ricordavo se fosse tassellato (lo era, fortunatamente).
E oggi, ovviamente, c’è stato il diluvio universale. Ininterrotto. E hai voglia a fare casette/biscotti/disegni, dopo un po’ vorresti chiamare tutte le sue maestre del nido, pagarle milioni di euro per sollevarti anche solo un’ora, anche 45 minuti.
Ma oggi è il primo maggio, e onestamente non ho avuto il coraggio di chiamare la baby sitter che ogni tanto viene da noi. Se è la festa dei lavoratori, che lo sia per tutti.
Ah, no, certo, non per tutti. Per le mamme no. Ovviamente.
Ecco, oggi mi è venuta un’unica, incommensurabile voglia:
una sigaretta lunga 6 metri.
Disclaimer: fumare uccide, ça va sans dire.


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6 Commenti

  • Rispondi pret-à-maman 1 maggio 2012 at 23:27

    bellissimo, vale!

  • Rispondi Vale 1 maggio 2012 at 23:45

    Cara, grazie! Ma sai che oggi, per la disperazione, ad un certo punto ho pensato “la porto alle Gru”… poi ho letto il tuo post. E ho optato per l’app di Peppa Pig.

  • Rispondi GAB 2 maggio 2012 at 10:49

    anche noi, primo maggio, single (mamma single, o come mi definisco a volte “ragazza-madre”, e figlia single)! il papà era in regione, ma ha lavorato da mattina a sera tardi (così come oggi, e domenica, e il 25, e il fine settimana prossimo, e a ferragosto, e il giorno del nostro anniversario, ecc. ecc. ecc.):-)
    ma per fortuna qui in puglia c’era il sole, e ce ne siamo andate in bicicletta…mi chiedo sempre dove siano le altre mamme come me…eccoti! a TANTI km di distanza, però!vabbe’

    P.S.: ma sai che anche il mio uomo, prima di dirmi “ti lascio”, mi ha fatto un regalo (un libro illustrato che cercavo da tanto)…..bah!!!

  • Rispondi Vale 2 maggio 2012 at 10:55

    Ecco, ci fosse stato il sole…e quello della Puglia poi! Sai che sono innamorata di tutta la Puglia, e del Salento in particolare? Tu sei di quelle parti?

    Ahahah, beh comunque galanti questi fidanzati: ti lasciano, ma ti fanno un regalo prima…

    • Rispondi GAB 2 maggio 2012 at 11:12

      no, io più su…Bari!

    • Rispondi Vale 2 maggio 2012 at 11:19

      Come il mio compagno! Ecco perché Marta e Guia hanno gli stessi boccoloni: è il sangue barese! 🙂

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