famiglia Parigi

Parigi

14 ottobre 2011

Ok, finalmente è entrata nella mia anima, all’improvviso (come sempre), anche Parigi.

È una vita che ci conosciamo, è una vita che ci giriamo attorno e che ci corteggiamo anche, ma fino ad oggi non ci eravamo mai abbandonate una fra le braccia dell’altra.
Oggi è successo. Sono entrata in casa, sola, e, in modo quasi violento, mi sono resa conto di essere innamorata. Mi sono resa conto che Parigi vuol dire tantissime cose. Che è diventata una parte di me, un pezzo del mio passato come Lisbona, Londra, New York, Bardonecchia (!) e, ovviamente, Torino.
E mi ha colpito il profumo di questa casa. Il profumo della mia famiglia, dei miei genitori e di mia sorella, ma anche di Valentina single quasi 15 anni fa, e di Valentina mamma, lo scorso Natale.
Ma non solo: Parigi è anche una Vale piccola, con un caschetto castano chiaro, che viene presa a 5 anni da un finto charlotte per fare il monello. Proprio il giorno in cui il suo papà, fotografo, non aveva la macchina con sé. Ma quel momento io me lo ricorderò sempre. Tutte quelle persone in circolo, e la faccia di questo tizio, tenera, come quella di Charlotte, e le espressioni dei miei genitori, che mi guardavano e sorridevano.
Io a Parigi ci sono stata anche con gli orecchioni e la rosolia insieme. Avevo 8 anni.
Il fatto è che i miei amano questa città, e io, per il mio solito spirito di contraddizione, ho sempre amato più Londra. Come se si potesse fare un confronto.

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