Senza categoria Torino

    Mi mancherà

    21 giugno 2015

    A lei scappa da ridere

    Mi mancherà l’improvvisazione. Il messaggio che arriva all’ultimo minuto, «Ci vediamo da Giorgio per un aperitivo?», e lo spritz, dieci minuti dopo, Guia, io, Fabrizio e Valeria.

    Mi mancheranno i sorrisi italiani. Ci saranno altri sorrisi, di sicuro bellissimi. Ma saranno sorrisi che conoscerò poco, e se da un lato saranno una scoperta, dall’altro – almeno all’inizio – saranno un po’ meno caldi.

    Mi mancherà l’estate che scoppia all’improvviso e mi schiaccia sul pavé del centro di Torino, lasciandomi la pressione a -10.

    Mi mancherà il mare a due ore da qui. E la montagna a un’ora. Quella notte d’estate di mille anni fa, quando ho litigato con un tizio che mi piaceva e ho deciso di prendere l’auto e andare a dormire nelle mie montagne, giusto solo per qualche ora. Per aprire le finestre e sentire il profumo di azzurro limpido. Per poi tornare e chiedergli scusa.

    Mi mancherà la mia famiglia, le domeniche e i compleanni insieme, e i pranzi con la mia mamma, il vino rosso d’inverno, le guance calde, le chiacchiere guardandoci negli occhi.

    Mi mancheranno i negozietti sotto casa. I negozianti che salutano Guia per nome, mi chiedono quanto manca, mi guardano negli occhi e sorridono.

    Mi mancherà questa città meravigliosa in cui abito. Questo posto incredibile dove tutto sembra sempre finito e tutto ricomincia sempre, ogni giorno.

    Mi mancheranno i miei amici, i pranzi e le serate insieme, gli abbracci, e la sensazione di essere a casa anche con quelli che vedo una volta all’anno.

    Mi mancherà poter ascoltare le chiacchiere degli altri al bar o su una panchina. Il rubare storie e chiuderle in un racconto, o in un post.

    Mi mancherà il calore della mia terra, anche quando davanti alla mia finestra scendono fiocchi di neve.

    Mi mancheranno i caffè al bar dopo aver lasciato Guia a scuola, quelli con le altre mamme, perché in questi anni ho conosciuto mamme simpaticissime e alcune sono diventate vere amiche.

    Mi mancherà l’incredibile, enorme, incontenibile bellezza dell’Italia che ho abitato per quasi 39 anni e che mi stupisce ancora, ogni giorno, senza dire una parola.

    Mi mancherà incontrare per caso amici, conoscenti o semplicemente persone di cui conosco un pezzo di storia. Anche se a Torino siamo bravissimi nel distogliere lo sguardo e far finta di non vederci (ti guardo se mi guardi, non so se salutarti o fare finta che non sia già tardi). Mi mancherà perché comunque ogni volta è un po’ come sentirsi a casa.

    Mi mancheranno i ricordi, appiccicati a ogni muro della mia città. Nascosti in locali che hanno cambiato nome e utilizzo. Appesi a nuvole che qua camminano lente e non scappano frettolose verso il mare.

    Avrò tantissime esperienze, pensieri, idee in più, lo so. E sperimenterò quel gusto prezioso delle novità quotidiane, dei sorrisi che non ti aspetti, del conoscere ciò che pensavo fosse troppo lontano.

    Ma la nostalgia è qualcosa di liquido. Arriva silenziosa e trasparente come l’acqua, si infila nelle crepe, e in un attimo ti ritrovi la casa allagata. Ed è inutile cercare di mandarla via, perché poi rischi di trovarti come Topolino apprendista stregone in Fantasia. L’unica soluzione è aspettare che si asciughi da sola, che diventi vapore, o meglio, energia per affrontare ciò che di meraviglioso ti riserva il futuro.

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