scrivere Senza categoria

    Il dolce alla panna

    26 maggio 2015

    Screenshot 2015-05-26 10.37.14Ero in tram qualche giorno fa, c’erano il sole e quel cielo azzurro di Torino che tanto amo, quando l’iphone, fra un pezzo dei Green Day e uno dei Club Dogo, mi ha fatto ascoltare “Una canzone per te”, di Vasco.
    Come la mia torta di nozze: era fatta di tante palle di meringa, e dentro c’erano fragole e panna. E il nostro primo taglio non è stato un taglio, ma un colpo alla meringa, in modo che potesse uscire tutto ciò che di morbido e buono c’era dentro.
    Così è successo su quel tram in via Po verso le due del pomeriggio. Avevo lo sguardo fisso sul finestrino ma non vedevo i portici dall’altra parte. Era come uno schermo, e lì passavano tutti gli anni che mi hanno portata fino a qua. Ho provato tenerezza, l’ho sentita nel cuore, forte e morbida. Ho visto la Valentina adolescente con i capelli un po’ più biondi per lo shampoo alla camomilla scrivere le parole di quella canzone sul suo diario segreto, la sera, con la luce della tv che spunta dalla sala, attraverso la porta a vetri.

    E ho pensato che a me la tenerezza piace. E ci sguazzo, come in quel ripieno dentro alla palla di meringa. E me ne frego se le provocazioni, le polemiche, il cinismo sono più affascinanti. Ho già passato quel periodo. Ho già scritto e detto migliaia di parole sperando di incendiare discussioni che mi facessero sentire viva. Per poi sentirmi svuotata, non viva.

    E quindi ho deciso di fregarmene di sembrare melensa. Delle battute di chi mi dice «Mi è venuto il diabete leggendo il tuo ultimo post». Ci sono migliaia di blog e scrittori ruvidi e interessanti. Che fra l’altro io leggo e amo. C’è persino un racconto scritto da me, dalla me che inventa storie e non racconta se stessa, che è tutto tranne tenero.
    La mia vita non è solo tenerezza, la mia vita è anche difficile e incasinata; io non sono sempre dolce e gentile ma anzi, so essere antipatica e fastidiosa come quelli che in Piemonte chiamiamo cicapui, e sono i frutti della bardana, che durante le passeggiate in montagna ti si appiccicano addosso e non ti mollano più.

    Ma quando scrivo qua ho voglia di sentire il cuore morbido come quel giorno sul tram. E ho voglia di raccontare la tenerezza, la malinconia, i ricordi, l’amore, e ho voglia di dipingere storie con i colori sfumati della leggerezza, dei passi incerti, dei bambini timidi che sussurrano il loro nome e subito dopo si nascondono dietro la mamma o il papà.
    Ho voglia di non avere paura della tenerezza che c’è dentro di me.

    E voglio essere Patsy, seduto sulle scale in quel mondo di gangster, che non sa resistere al dolce alla panna.

  • Conto alla rovescia 1
    futuro Senza categoria

    Conto alla rovescia

    Fra 79 giorni nasce la nostra seconda figlia, Benedetta. Sono emozionata, impaurita, accaldata, stanca, ma soprattutto felice. Guia dice che dovrà per forza assomigliare a me perché, dato che lei assomiglia tanto al suo…

    14 maggio 2015
  • Ostetriche
    figli mamme Post sponsorizzato

    Quando nasce una mamma?

    C’è stata una puntata di Ostetriche, quando nasce una mamma, il docureality realizzato in collaborazione con Chicco, per la precisione la terza, in cui i genitori della piccola Andrea hanno detto «Chissà quando Andrea ci…

    13 maggio 2015
  • Sottrazioni
    racconti storie

    Sottrazioni

    «Ci passiamo tutti prima o poi, vero?» Alzo gli occhi e vedo i suoi, azzurri liquidi, che mi guardano. «Scusi se le rivolgo la parola così. Mi chiamo Anna. È nuova qua?» continua lei.…

    23 aprile 2015
  • Non sono pronta
    Senza categoria

    Non sono pronta (o forse sì)

      Lo confesso: ieri ho avuto un piccolo shock. Ero in farmacia con Guia, stavo comprando l’acido folico, lei era accanto a me, brava, tranquilla, con il monopattino e il caschetto in testa. Poi…

    13 aprile 2015