passato racconti yoga

    Io e lo yoga – parte prima

    28 aprile 2017

    Questa sono io fotografata da lui poco prima che ci lasciassimo: dall’espressione felice si intuisce quanto stesse andando bene.

    Il mio approccio allo yoga risale a più di dieci anni fa: era l’inizio del 2006, io ero stata mollata da un fidanzato, ero devastata dalla tristezza, qualcuno un giorno mi disse qualcosa tipo «Vai a rilassarti», che forse voleva anche dire «Smettila di ammorbarmi con la tua disperazione», e io scelsi un corso proprio a due minuti dall’ufficio. Me ne innamorai all’istante, c’era un’insegnante anziana che si piegava come un portafogli venti volte negli stessi minuti che impiegavo io per alzarmi dal materassino, e poi c’era il momento in cui uscivo di lì, mi accendevo una sigaretta (che non era una pratica molto affine allo yoga, me ne rendo conto) ed ero serena. Certo, poco prima c’era stato anche il momento del rilassamento, in cui puntualmente piangevo in silenzio, ma insomma, il bilancio era più che positivo.

    Dopo qualche mese mi riscoprii più equilibrata, riuscivo a tamponare i momenti di disperazione e di rabbia e insomma, a un certo punto mi sentii così bene che cominciai a scrivere a lui (al ragazzo che mi aveva mollata) sms tipo «Ho scoperto lo yoga, è bellissimo, sto bene, sono molto tranquilla…ecco, vedi, se l’avessi fatto quando stavamo insieme forse non avremmo litigato così tanto», «Ti ho detto che sto andando a yoga? Non hai idea di quanto faccia stare bene. Dovresti farlo anche tu. Andiamo insieme?», «Senti, se ti prometto che vado a yoga tutte le sere, torniamo insieme? Secondo me può funzionare».

    Non tornò da me (non capisco proprio perché, fra l’altro, visti i miei sms così razionali…) ma io pian piano mi dimenticai pezzi di lui finché una sera – me lo ricordo ancora perfettamente – nel solito locale di piazza Carlina a Torino mi resi conto che il mondo era di nuovo a colori, non più in bianco e nero. Un po’ come il caro buon vecchio Jimmy Fontana che dice

    No, stanotte amore
    Non ho più pensato a te
    Ho aperto gli occhi
    Per guardare intorno a me
    E intorno a me
    Girava il mondo come sempre

    Ecco, anche il mio mondo girava come sempre, era bellissimo e fra l’altro era pieno di persone interessanti da conoscere.
    Continuavo a essere innamorata dello yoga ma ero così felice, stava iniziando la primavera, le lezioni erano proprio all’ora dell’aperitivo e insomma, per una volta lasciai io qualcuno, anzi qualcosa, pur amandolo ancora, e quel qualcosa era il corso di yoga.

    Ma ho continuato a pensarci, e tanto. Proprio come una persona che ti ha aiutata, ti ha quasi salvato la vita e allora tu ritorni spesso alle sue parole, anche se sai che sarete lontani per un po’ di tempo.

    Ho incontrato dopo qualche anno l’uomo della mia vita, ho avuto due bambine, mi sono trasferita, poi però mi è anche venuto un mal di schiena che in certe mattine non mi faceva alzare dal letto e allora mi è tornato in mente lo yoga e lui – fedele come un amico che ti vuole davvero bene – mi ha di nuovo cambiato la vita.
    Solo che quell’introduzione, quella là sopra, quella sul 2006 e le mie lacrime durante il rilassamento, sarebbe dovuta durare tipo quattro righe e invece io rimango la stessa grafomane logorroica di sempre e quindi il modo in cui lo yoga mi ha di nuovo cambiato la vita devo per forza raccontarlo nel prossimo post. Namasté.

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