pensieri

    Luce

    19 gennaio 2017

    LuceC’è questo angolo di casa mia che è per me come una cuccia, soprattutto quando c’è il sole. La luce entra dalla finestra e mentre io sono lì mi scalda, mi scalda a tal punto che a volte devo andarmene per non soffocare. Un po’ come l’amore, insomma.
    Me ne vado, vado a bere un po’ d’acqua e poi mi siedo di nuovo lì, e tornare al caldo mi fa sorridere, mi fa sentire a casa.

    C’è questo angolo in cui mi siedo quando voglio leggere, ho deciso di leggere tantissimi libri quest’anno, ho pensato che ok, sì, bello scrivere, ma ho ancora una marea di storie da conoscere, ho due librerie in sala e tanti scatoloni in garage e onestamente io non penso di aver letto nemmeno un quarto, ma forse nemmeno un quinto, di tutto ciò che c’è lì.
    Ero in questo angolo qualche minuto fa, un po’ abbagliata dalla luce (sono giorni pieni di luce questi, qua al Nord), e ho pensato a quanto tempo perdo, a quanto ne ho sempre perso, pensando alle cose che non ho, a quelle che vorrei avere, alle vite e alle parole degli altri.

    Ho passato questi 40 anni a fare salti indietro e in avanti, a ricordare il passato e a immaginare il futuro, senza mai davvero rendermi conto di quanto fosse meraviglioso – proprio perché lì, in quel momento, tutto per me – il presente.

    Ho disinstallato l’app di Facebook dal telefono, lo dico piano, sussurrando, perché a molti – a chi sa gestire il suo tempo in modo maturo – potrebbe sembrare una cosa sciocca e invece per chi è come me, per chi si fa rapire dalle storie degli altri, dagli articoli interessanti, dalle discussioni infinite, per chi è come me e non sa limitarsi quando cade dentro a qualcosa, per chi è come Alice e corre dietro ai conigli sempre in ritardo e ai mondi che non esistono, beh, è una cosa importante.

    Mi sono resa conto che cadere dentro alle storie, dentro alle mille finestre che ti si possono aprire, ti distrae dal presente. E com’era quella frase? Il presente si chiama così perché è un presente, è un regalo. E a me i regali piacciono.

    Questo angolo di casa, quello in cui mi siedo quando c’è il sole e dove arrivo quasi a soffocare dal caldo quando fuori ci sono -7 gradi, percepiti – 17, mi fa venire voglia di esserci, di essere qui, in questo momento. In questo momento in cui arriva la luce, e io mi accorgo che sono tantissime le cose che non ho, le storie che vorrei ascoltare, le persone che vorrei osservare, ma qui, ora, c’è tutto quello che ho. Ed è bellissimo.

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